Napoli, la macelleria si trasforma in una zecca: stampati 36 milioni in banconote da 50 euro false

A Pomigliano d’Arco la Guardia di Finanza ha sequestrato decine di migliaia di banconote stampate da due falsari e pronte a essere immesse nel mercato

Ne La casa di carta, Tokyo e protagonisti vogliono stampare miliardi di euro e poi sparire nel nulla con il malloppo. Siamo a Madrid e si tratta di una serie tv, la più famosa mai prodotta in Spagna. A Napoli, più precisamente a Pomigliano d'Arco, paese natale del vicepremier Luigi Di Maio, una zecca clandestina era stata messa in piedi sul retrobottega di una macelleria. E in questo caso non si tratta di un film: nel video della Guardia di Finanza, gli uomini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria fanno irruzione nel laboratorio e, tra carcasse di suini e celle frigorifere, hanno trovato pile e pile di fogli con finte banconote impresse sulla carta. È successo venerdì 15 marzo.

Su ogni foglio, 12 banconote da 50 euro, di fattura così pregiata da rendere indistinguibile a occhio nudo la natura di quel denaro. Due uomini, uno di 36 anni proveniente da Casoria e un 37enne di Napoli, erano intenti a controllare i macchinari per la produzione: si tratta di costose stampanti offset di ultima generazione. Sono macchinari che non imprimono l'inchiostro direttamente sulla carta, ma su cilindri e rulli che in un secondo momento entrano a contatto sulla superficie di stampa garantendo un'altissima definizione e cura del dettaglio.

Napoli, la macelleria si trasforma in una zecca: stampati 36 milioni in banconote da 50 euro false foto 1

Un foglio con 12 banconote impresse tramite stampanti offset, di pregevole fattura e indistinguibili a occhio nudo da quelle originali

36 milioni euro, pronti a essere immessi nel mercato, sono stati sequestrati. L'attività della macelleria che, mentre la zecca clandestina era in funzione, continuava con la lavorazione e la vendita di carne suina, è stata sospesa. I locali al piano terra risultano appartenere a una società di leasing che, da quanto si apprende, non era a conoscenza degli illeciti che avvenivano nel retro della macelleria.

I due falsari sono stati sorpresi in flagranza di reato e arrestati. Le indagini sono partite dopo che una pattuglia di finanzieri è rimasta insospettita dagli insoliti mezzi pesanti che raggiungevano l'opificio: i tir servivano a trasportare le voluminose apparecchiature per la stampa offset.