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I Cinque Stelle si schierano dalla parte di Assange: «Amici britannici, il mondo vi guarda»

11 Aprile 2019 - 19:47 Valerio Berra
«Dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà, questo arresto è un'inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks», twitta il sottosegretario agli Affari esteri Di Stefano. E sul Blog delle Stelle è stato pubblicato un comunicato ufficiale che prende le difese del fondatore di WikiLeaks
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«Libertà per Assange», scriveManlio Di Stefano su Twitter. Oltre ad esseredeputato del Movimento Cinque Stelle,Di Stefano è anche sottosegretario agli Affari esteri e delegato italiano al Consiglio d'Europa.È il primo a schierarsi a favore di Julian Assange, ma con lui ci sono tanti altri colleghi di partito.La posizione di Di Stefano, infatti, è stata ripresa anche dal Blog delle Stelle, il canale ufficiale del Movimento, con un comunicato dal titolo:L’arresto di Assange è un attacco alle libertà individuali di ognuno di noi.

Il rapporto tra Cinque Stelle e WikiLeaks nasce nei primi anni del Movimento, quando Beppe Grillo organizzava i VaffaDay e la maschera di Guy Fawkes appariva in tutte le manifestazione dei Cinque Stelle. Tra il 2009 e il 2013, quando il M5s entra per la prima volta in Parlamento, c'era ancora una retorica molto forte sullacontroinformazione, soprattutto quella fatta attraverso progetti come WikiLeaks. Una traccia di quei giorni è la V, rossa e maiuscola, che compare ancora nel simbolo del partito. La stessadi V per Vendetta, il fumetto di Alan Moore.

https://twitter.com/statuses/1116287244678172673

Julian Assange aveva corrisposto questo interesse più volte. Nel 2016, ad esempio, era intervenuto alla kermesse di Palermo degli attivisti ed esponenti del Movimento 5 Stelle per complimentarsi dei loro successi elettorali: «Avete fatto una grande impresa sbaragliando la stampa corrotta grazie alla guida di Beppe. Vedere quello che state facendo voi inItaliami dà conforto».

Il commento sull'arresto e le critiche dei follower

Nel giorno dell'arresto di Assange sono tanti i pentastellati che condannano la scelta del governo dell'Ecuador e di quello britannico. Il tweet di Manlio Di Stefano è quello che ha fatto più discutere visto il ruolo istituzionale che ricopre. Oltre ad appellarsi agli «amici britannici», il sottosegretario commenta: «L’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà, è una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks».

https://twitter.com/statuses/1116345681508220929

I suoi follower si sono divisi. C'è chi ha fatto i complimenti al deputato per la presa di posizione: «Sei un grande. Bravo!!!»e chi invece si stupisce delle dichiarazioni, vista la carica istituzionale che ricopre: «Ma sei un sottosegretario di un Governo, ma come puoi rilasciare dichiarazioni di questa risma?».

Fra i commenti, qualcuno fa riferimento al fatto che, se davvero esiste l'interesse di difendere Assange, allora si può puntare su azioni più concrete: «Si passi dalle parole ai fatti, si prenda posizione e si offra diritto d'asilo ufficialmente». Nel suotweet, per il momento, Di Stefano ha taggato il profilo ufficiale della Farnesina.

Le altre voci dei Cinque Stelle, dagli eurodeputati a Di Battista

Come Di Stefano, anche gli europarlamentari Laura Ferrara e Fabio Massimo Castaldo hanno commentato questa vicenda, schierandosi in favore di Assange: «Chiediamo alle istituzioni europee di opporsi fermamente all'estradizione di Assange verso gli Stati Uniti dove, in ragione dei reati contestatigli, rischierebbe una lunga pena detentiva. Grazie a lui e WikiLeaks i cittadini hanno scoperto le condotte illegali di organi istituzionali, istituti finanziari e potentissime lobby».

https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/photos/a.310988455679892/1962022660576455/?type=3&theater

Alessandro Di Battista, che al momento non ha un ruolo istituzionale nei Cinque Stelle, ha commentato sul suo profilo Facebook: «C'è chi fa finta di difendere la libertà di stampa ma in realtà difende soltanto editori senza scrupoli e osceni finanziamenti pubblici. Volete sapere chi sono? Sono tutti coloro che non difenderanno un patriota dell'umanità come Assange». Poi l'appello all'esecutivo: «Il governo italiano ha il dovere di mettere in campo ogni iniziativa possibile a sostegno di Assange, della sua libertà e della libertà di WikiLeaks».