Torna l’educazione civica, via le note sul registro: le novità della legge approvata alla Camera

451 voti a favore e 3 astenuti sulla proposta di legge che rende obbligatorie 33 ore annuali di educazione civica. Approvato anche un emendamento che supera il sistema di note, sanzioni ed espulsioni per motivi disciplinari alle scuole elementari

La Camera ha approvato all’unanimità (solo 3 astenuti e nessun contrario) la proposta di legge che ripristina l’obbligatorietà dell’educazione civica a scuola. Previste 33 ore annuali obbligatorie negli istituti primari e secondari. Passano anche gli emendamenti che prevedono l’abolizione delle sanzioni disciplinari, note ed espulsioni alle scuole elementari, l’inserimento di ore di educazione sentimentale e di educazione ambientale.

Il disegno di legge punta a inserire nel sistema scolastico italiano forme di apprendimento che riguardano la tutela del patrimonio e la conservazione dell’identità territoriale e la conoscenza sulle eccellenze agroalimentari. Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, la proposta non è convincente.

Abolizione sanzioni disciplinari

Non ci saranno più sanzioni disciplinari, note sul registro ed espulsioni per i bambini delle scuole elementari: un emendamento al disegno di legge approvato dalla Camera il 2 maggio, abroga gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928 che prevedeva queste punizioni. «È un segno di civiltà – dice il presidente della Commissione cultura e scuola della Camera, Luigi Gallo – stiamo parlando di bambini: il rapporto educativo in questa fascia di età deve fondarsi sulla fiducia e sulla collaborazione».

Educazione civica, sentimentale e ambientale

Il testo dovrà passare al Senato prima dell’approvazione definitiva. Il disegno di legge che ha ricevuto 451 voti a favore e nessun contrario, prevede l’introduzione di 33 ore annuali obbligatorie con tanto di voto in pagella che concorre alla valutazione finale. Ma nel testo si parla anche di educazione sentimentale, Agenda 2030 ed educazione ambientale. Vengono fissati anche come obiettivi di apprendimento l’ecosostenibilità, la tutela del patrimonio e delle identità territoriali, nonché la conoscenza dei prodotti agroalimentari made in Italy.

Il parere dei presidi

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, non considera la proposta sull’obbligatorietà dell’educazione civica idonea: «L’educazione civica va insegnata all’interno dell’insegnamento, già esistente, su “Cittadinanza e Costituzione”, – riporta Il Fatto Quotidiano – Non sempre questo è stato fatto: a questo insegnamento devono poter partecipare tutti gli insegnanti, si tratta infatti di una materia trasversale e non ha senso trasmettere nozioni astratte, come si faceva un tempo». 

«L’insegnamento di Educazione civica, con il nuovo testo del Parlamento, viene riformulato: noi riteniamo che non sia necessario inserire un’ora in più di Educazione civica a scuola – continua Giannelli – anche perché se un’ora si inserisce, un’altra deve essere tolta. La disciplina è trasversale perché riguarda una serie di condotte e di competenze, e quindi può essere insegnata da vari docenti e non necessita di un orario specifico».

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