Via della Seta, la storia del cuoco italiano che vuole diventare il nuovo Marco Polo

Marco era uno chef italiano. Ora studia all’università di Shangai: «Mi sono interessato sin da subito alla cultura cinese, alla storia, al cibo, alle persone, ai costumi. Vivo come una persona del posto, mangio i loro piatti e parlo con loro la gran parte del tempo: è una esperienza incredibile»

Sta studiando cinese da tre anni a Shangai. Marco Mazzola è partito dall'Italia per la Cina, nella valigia solo le sue doti di chef. Lì ha provato a entrare all'università Jiaotong: il giorno in cui ha saputo di essere stato preso è stato tra i più felici della sua vita. Ora sogna di diventare il Marco Polo del terzo millennio, come racconta nell'intervista rilasciata a New China.

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Secondo il canale cinese, la Via della seta sta spingendo molti italiani e sempre più europei a trasferirsi in Cina per ragioni di studio e lavoro, ma anche per comprendere di più a proposito delle altre culture. Stessa cosa per la rotta contraria: sempre più cinesi scelgono di trasferirsi in in Europa.

Racconta Marco:

La prima volta che sono stato in Cina è stato nel 2012, quando mi è stata offerta una opportunità di lavoro:sono stato da subito interessato alla cultura cinese, alla storia, al cibo, alle persone, ai costumi. Nel 2016 sono tornato in Cina.

Mi sono iscritto all'università Jiaotong di Shangai e sono entrato:è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Quando mi sono trasferito in Cina molti dei miei amici si sono chiesti perché stessi andando in lì, perché non volessi rimanere in Europa:«La Cina è così lontana, la cultura così diversa».

Ma io volevo veramente andarci. Ora molti dei miei amici mi vedono come un modello e anche loro vogliono venire in Cina perché hanno realizzato che è un Paese fantastico e che la vita qui è molto conveniente.

Io sono molto felice perché posso esercitarmi con il mio cinese, posso imparare molte cose perché è una cultura completamente differente dalla mia,posso provare cibi diversi, posso raggiungere e visitare molti posti del Paese, incontrare persone diverse, anche molti stranieri, capire di più circa le altre culture.

Ho provato a vivere come una persona del posto, a mangiare il loro cibo. Parlo con loro per la maggior parte del tempo ed è una esperienza incredibile.Il mio sogno è, un giorno, quello di mescolare tutte queste esperienze insieme e imprimerle in qualcosa come un libro per diventare qualcuno come un moderno Marco Polo.

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