Bologna, Tribunale smentisce il decreto Sicurezza. Salvini pronto al ricorso, ma il ministero non è citato

di OPEN
Bologna, Tribunale smentisce il decreto Sicurezza. Salvini pronto al ricorso, ma il ministero non è citato

Il sindaco Merola aveva negato l’iscrizione anagrafica a due richiedenti asilo a seguito dell’entrata in vigore del decreto Sicurezza, poi rivendicata dal Tribunale di Bologna. Uno degli avvocati che hanno difeso i migranti: «La legge ordinaria tutt’ora vigente dice che tutti i cittadini stranieri muniti di permesso di soggiorno valido possono ottenere la residenza»

Non può certo essere considerato un sindaco disobbediente Virginio Merola (PD), che a Bologna ha applicato alla lettera la direttiva emanata dal Viminale sui richiedenti asilo. Ora però il Tribunale di Bologna ha annullato la sua decisione presa in base a ciò che è previsto nel cosiddetto decreto Salvini. 

La decisione del Tribunale di Bologna

Il sindaco bolognese aveva negato l'iscrizione anagrafica a due richiedenti asilo a seguito dell'entrata in vigore del decreto Sicurezza. La sezione civile del Tribunale, però, ha dato ragione ai due migranti, e ora il municipio dovrà provvedere a registrarli. 

La replica di Salvini

«Sentenza vergognosa», ha commentato su Twitter Matteo Salvini. «Se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra. Ovviamente faremo ricorso contro questa sentenza, intanto invito tutti i Sindaci a rispettare (come ovvio) la Legge». 

https://twitter.com/statuses/1124246789283098624

Il commento di "Avvocato di strada"

«Intanto bisognerebbe che ci spiegasse come fa un terzo non coinvolto nella sentenza a fare ricorso», ha detto a Open Antonio Mumolo, l'avvocato dell'organizzazione di volontariato "Avvocato di Strada", che ha aiutato uno dei due ragazzi ad ottenere l'iscrizione. «E poi, al massimo è lui che deve rispettare la legge». 

«Il decreto Salvini non ha negato la possibilità ai richiedenti asilo di iscriversi all'anagrafe, ma abroga semplicemente una procedura semplificata per richiedere la residenza. Bypassando totalmente questo fatto – continua Mumolo – il ministro dell'Interno ha inviato una circolare a tutti i municipi d'Italia con la quale comunicava che non si poteva più fare». 

«Ma la gerarchia delle fonti la smentisce», dice Mumolo. «La legge ordinaria tutt'ora vigente dice che tutti i cittadini stranieri muniti di permesso di soggiorno valido possono ottenere la residenza, a patto che abbiano alle spalle una permanenza nel territorio di più di tre mesi».

Il commento del sindaco di Bologna

«Saluto questa sentenza con soddisfazione, il Comune la applicherà senza opporsi», ha commentato il primo cittadino sul sui profilo Facebook .«Smentire la destra significa batterla usando la legge e la legalità democratica. Quando ho ridato l'acqua agli occupanti ho agito come autorità sanitaria e non come delegato del governo, che è invece il caso dell'anagrafe. Il ministro Salvini fa propaganda, ma i fatto lo smentiscono, è ingiusto negare la residenza ai richiedenti asilo». 

https://www.facebook.com/virginiomerolasindaco/posts/2441393672551303

La posizione della Cassazione

Nel frattempo la prima sezione civile della Corte Suprema chiede che siano le sezioni unite della Cassazione a esprimersi sul "nodo" in materia di permessi umanitari contenute nel decreto Sicurezza. In particolare per quanto riguarda la retroattività dell'applicazione della legge.

I giudici della prima sezione chiedono, con tre ordinanze interlocutorie, al presidente della Corte, Giovanni Mammone, che sia valutata «l'eventuale assegnazione» alle sezioni unite, il massimo organo della Cassazione. La questione è, secondo la Corte, «di massima di particolare importanza».

Nello scorso febbraio la stessa Cassazione si era espressa contro l'irretroattività della norma: la Corte. cioè, aveva stabilito che l’abrogazione del permesso per motivi umanitari voluta dal governo avrebbe dovuto riguardare solamente coloro che hanno fatto domanda di asilo dopo il 5 ottobre 2018, data di entrata in vigore del provvedimento.