Birenbaum al Salone del Libro dopo l’esclusione di Altaforte: «La mia vita ad Auschwitz» – Il video

di Redazione

Scrittrice e poetessa polacca, aveva espresso l’intenzione di disertare la manifestazione per la presenza della casa editrice vicina a Casapound, Altaforte

Halina Birenbaum è una sopravvissuta all'Olocausto. Scrittrice e poetessa, è nata a Varsavia nel 1929 e lì ha trascorso la sua infanzia, prima di finire nel ghetto dell'omonima città e poi nei campi di concentramento, tra cui Auschwitz.

Ha inaugurato la giornata di apertura del Salone Internazionale del Libro, a Torino, e la sua presenza le è valsa la standing ovation del pubblico. La sua conferenza ha avuto momenti molto toccanti. La scrittrice ha parlato di com'era la vita nel campo di Auschwitz in una sala stracolma di pubblico assorto. 

«La libertà di espressione va garantita. Ma prima c'è il dovere di dire la verità. Sempre. Il male non si può giustificare», ha detto in un'intervista, oggi, al Corriere della Sera.

Birenbaum prosegue l'intervista dicendo che sarebbe stato inaccettabile dire di sì per assecondare una falsa idea di democrazia e che il mondo della cultura dovrebbe sempre schierarsi, «sono guide, persone di riferimento. Non possono restare super partes. A costo di perdere la battaglia». La scrittrice polacca aveva annunciato l'intenzione di disertare la kermesse se la casa editrice Altaforte, vicina a Casapound, non fosse stata allontanata.