È morto Niki Lauda

Il tre volte campione di Formula 1 Nikolaus Andreas Lauda è morto lunedì 20 maggio 2019 all’età di 70 anni

Il tre volte campione di Formula 1 Nikolaus Andreas Lauda, noto come Niki Lauda, è morto all’età di 70 anni lunedì 20 maggio 2019: era ricoverato in una clinica privata svizzera per problemi renali. «Con profondo dolore annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con vicino la sua famiglia lunedì 20 maggio 2019. Lontano dal pubblico, era un marito, un padre e un nonno amorevole e premuroso. Ci mancherà molto», scrive la famiglia Lauda.

1 agosto 1976, circuito di Nurburgring: la Ferrari di Niki Lauda avvolta dalle fiamme

L’incidente

«Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso». Niki Lauda era il campione in carica di Formula 1 e, nella stagione 1976 si avviava a vincere il suo secondo titolo in carriera. Poi qualcosa andò storto: il primo agosto di quell’anno era a bordo della Ferrari 312 T2. Gran Premio di Germania, cirucuito di Nurburgring. Pioveva e il pilota andò fuoripista colpendo una roccia: l’impatto fu così forte che Lauda perse il caso: la vettura prese fuoco per la fuoriuscita di benzina e Lauda si trovò avvolto dalle fiamme.

Il ritorno del campione

Non bastò nemmeno quell’incidente entrato nell’epica di questo sport a far smettere al campione di correre. Tornò al volante 42 giorni dopo l’incidente, ma l’austriaco non riuscì a recuperare i punti necessari per riprendere la testa della classifica: il 1976 vinse il mondiale il suo eterno rivale James Hunt. Ma l’anno dopo Lauda, sempre a bordo della Ferrari, riuscì a ottenere il suo secondo titolo, poi la rottura con la scuderia di Maranello.

McLaren e fine carriera

La leggenda chiuse la sua carriera nel 1985 sulla McLaren, dopo aver vinto, l’anno precedente, il suo terzo titolo iridato. Il suo rapporto con la Formula 1 proseguì come commentatore, consulente e presidente onorario, dal 2012, della Mercedes. Tra i suoi meriti, quello di essere riuscito a portare nella scuderia tedesca Lewis Hamilton.

L’esordio del ribelle

Niki Lauda iniziò a correre sulle monoposto prima di compiere vent’anni. Proveniva da una ricca famiglia di banchieri viennesi: i genitori non approvarono la scelta del figlio che, a 19 anni, lascò gli studi universitari per inseguire il suo sogno. Si rivolse ad alcuni istituti di credito della città per ottenere dei prestiti e spese quei soldi per acquistare la sua prima macchina da corsa. Fece la gavetta spesso coprendo le spese delle corse in Formula 3 e Formula 2.

Il passaggio in Ferrari

Debuttò in Formula 1 a soli 21 anni, nel Gran Premio di Zeltweg, nella sua Austria. La svolta nella carriera del pilota arrivò nel 1973, quando firmò un contratto per gli anni successivi con la Ferrari. I rapporti non furono sempre idilliaci: qualcuno racconta che Lauda, durante il primo anno in rosso, ebbe il coraggio di dire in faccia a Enzo Ferrari: «Questa macchina è una merda!». L’anno dopo avrebbe vinto il suo primo mondiale.

La passione per gli aerei

Alla fine della sua carriera agonistica, Niki Lauda si reinventò imprenditore nel mondo degli aerei. Con successo: già durante il suo primo ritiro dalle corse, durato dal 1979 al 1981, fondò la compagnia aerea Lauda Air. Nel 2012 l’Austrian Airlines, compagnia di bandiera austriaca, assorbì definitivamente il gruppo fondato da Lauda. Ma il pilota non ha mai lasciato perdere il mondo degli aerei, come quello della Formula 1 del resto: Lauda già dal 2003 aveva fondato una nuova compagnia, la Niki.

Famiglia e problemi di salute

Lauda ha avuto due mogli ed è padre di cinque figli. La prima moglie, Marlene Knaus, è stata molto vicina al campione durante il duro periodo dell’incidente di Nurburgring. La seconda moglie, invece, il pilota l’ha conosciuta nella sua seconda vita da imprenditore: nel 2008 ha sposato una hostess della compagnia aerea Niki, Birgit Wetzinger. La donna, nel 2005, aveva donato un rene al futuro marito: dopo quel terribile incidente Lauda ha avuto non pochi problemi di salute. Già nel 1997 si era sottoposto a un altro trapianto di rene, quella volta donatogli dal fratello Florian.

Il decesso

Lauda era ricoverato presso una clinica viennese: la salute era peggiorata già dal 2 agosto 2018 quando, a causa di un’infezione polmonare, aveva subito un trapianto di polmone. Non si è più ripreso dopo un’influenza contratta durante una vacanza con la famiglia a Ibiza. «I suoi successi unici come sportivo e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili. La sua instancabile spinta, la sua semplicità e il suo coraggio rimangono un modello e un punto di riferimento per tutti noi. Lontano dal pubblico, era un marito, un padre e un nonno amorevole e premuroso. Ci mancherà molto».

È considerato tra i migliori piloti di Formula 1 di sempre. Nel corso della sua carriera ha disputato 171 Gran Premi vincendone 25. La sua epica rivalità con James Hunt era stata immortalata nel film Rush del 2013. «Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci».

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