Legnano, dopo l’arresto il sindaco leghista Fratus ritira le dimissioni. La Lega: «Ha fatto bene»

La decisione a sorpresa dopo gli arresti del 20 maggio. E il partito lo appoggia

Il sindaco leghista di Legnano, Gianbattista Fratus, al momento agli arresti domiciliari, ha revocato le dimissioni che aveva presentato lo scorso 20 maggio, dopo l’arresto per corruzione nell’ambito dell’operazione «Piazza pulita».

Una decisione sostenuta in pieno dalla Lega lombarda, che in un comunicato firmato dal segretario, il deputato Paolo Grimoldi, ha ribadito il pieno appoggio del partito al sindaco: «Siamo tutti con lui, e non solo a parole, e non possiamo che sostenerlo senza se e senza ma in questa sua decisione di buon senso di ritirare le dimissioni da sindaco di Legnano. È la miglior decisione».

Al momento il Comune di Legnano è stato affidato alla commissaria Cristiana Cirelli, nominata dal prefetto, tra le fila dell’ex giunta le bocche restano cucite, a partire dall’ex assessore comunale alla Sicurezza Maria Cacucci, che è anche l’avvocato di Fratus: «Non posso parlare», ci ripete a più riprese salvo poi confermare via Whatsapp la decisione del sindaco di Legnano di ritirare le dimissioni.

L’inchiesta «Piazza pulita»

La procura di Busto Arsizio ha arrestato il sindaco Fratus, eletto nel 2017, con l’accusa di corruzione elettorale. Secondo i magistrati, il sindaco avrebbe proposto uno scambio in vista del ballottaggio a un candidato rimasto escluso dal primo turno.

Fratus gli avrebbe chiesto appoggio elettorale in cambio di un lavoro per la figlia in una società partecipata dal Comune, la Aemme linea ambiente srl. Uno scambio che si sarebbe realizzato dopo l’elezione di Fratus.

Assieme al sindaco di Legnano sono stati arrestati due assessori della sua giunta, il vicesindaco di Forza Italia Maurizio Cozzi, in carcere, e l’assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini, ai domiciliari.