Dai “Brick Phone” al Nokia 1100. Cosa ci siamo dimenticati nella storia dei telefoni

in collaborazione con Nokia smartphones

Sono poche le aziende che hanno attraversato tutta la storia della telefonia mobile. Alcune sono arrivate solo a un certo punto, altre hanno abbandonato la strada dopo i primi passi

Nero e bianco. Con un’antenna enorme. Un display in cui i numeri comparivano con un colore rosso. Tutti i tasti rigorosamente fisici. Nel 1984 Motorola ha commercializzato il primo telefono cellulare della storia: il Motorola DynaTAC.

Per capire quanto fosse grosso questo dispositivo e quanto fosse squadrato, basta ricordare come venivano soprannominati questi modelli: Brick Phone, telefoni mattone. Da questo momento il design degli smartphone si è evoluto, rincorrendo i desideri degli utenti e i bisogni delle nuove tecnologie.

Nei primi 15 anni di storia della telefonia mobile l’obiettivo è stato lo stesso per tutte le aziende: miniaturizzare. Rendere quei Brick Phone davvero portatili. In grado prima di entrare in una borsa e poi addirittura in una tasca.

Molto simili, estremamente diversi, e poi ancora molto simili

Prima compatti, dal design semplice e uno schermo piccolo. Poi lo schermo diventa a colori, e il design più ricercato. Poi arrivano i cellulari a conchiglia: metà schermo e metà tastiera. E poi ancora quelli da tenere in orizzontale, con la fotocamera, con lo schermo che si può ruotare.

L’arrivo dell’iPhone sul mercato, nel 2007, ha portato uno standard che è diventato sempre più diffuso: forma rettangolare, display senza bordi davanti e fotocamera dietro. Ora la differenza la fanno i dettagli. I materiali, le finiture, la posizione delle fotocamera o i bordi dello schermo.

Nokia, sul mercato dal 1982

Non sono molte le aziende che possono dire di aver attraversato tutte le tappe di questa evoluzione. Alcuni brand a un certo punto si sono fermati, altri sono arrivati quando già era chiaro il potenziale di questa tecnologia.

Nokia ha iniziato la sua storia nel mondo della telefonia mobile nel 1982, con il Mobira Senator, un modello enorme, certo non tascabile, che però faceva il suo dovere: telefonare senza essere vincolato a dei cavi.

Da quella cabina telefonica in miniatura, l’azienda finlandese ha sviluppato altri modelli. Il Gorba, soprannominato così perchè usato da Mikhail Gorbachev, lo storico 3310, il vendutissimo 1100 e poi ancora l’avveniristico NGage e l’N90, uno dei primi smartphone a essere commercializzati.

Ed è con gli ultimi modelli messi sul mercato da Hmd Global, che il brand ha svelato il nuovo volto dei suoi smartphone. Un design che parte dalle linee solide e funzionali tipiche dell’architettura scandinava ma che presenta comunque un lato emotivo.

Quasi tutta la gamma Nokia viene costruita partendo da un unico blocco di alluminio, che nella lavorazione finale si mostra solo lungo i bordi e nei tasti laterali.

Se poi prendiamo come esempio Nokia 9 PureView, ma non è l’unico, sul davanti e sul retro il telefono è avvolto da vetri Gorilla Glass 5, per proteggere il dispositivo dagli urti lasciando comunque una sensazione di eleganza al tatto. E poi il particolare delle fotocamere. Nessuna sporgenza che spunta dal corpo del telefono, tutto è costruito per stare sotto il vetro di protezione.