Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

No! La nave carica di hashish fermata nel 2018 non era una Ong come Open Arms

A qualche utente è bastato leggere che si tratta di una nave di soccorso per scambiarla con una ONG

Il 26 agosto 2019 l’utente Adri56 (@anari56) pubblica un curioso tweet dove sostiene che i finanzieri avrebbero sequestrato droga giunta in Italia a bordo delle ONG:

Finanzieri sequestrano droga arrivata in Italia sulle ONG.Hai capito sto lager libici?prima di partire li riforniscono del cestino con la merenda

Il tweet di Adri56

Nel tweet c’è un link al post di un gruppo Facebook chiamato «Matteo Salvini FanGruppo» pubblicato il 25 agosto 2019. Al suo interno un articolo di Gds.it dal titolo «Sequestrano carico di hashish a Palermo, i finanzieri:”La droga trasportata da una nave di soccorso”».

Il post nel gruppo Facebook pro-Salvini dove l’utente Camilla scrive «hai capito tutta questa umanità delle Ong»

Gli utenti, da Camilla nel gruppo Facebook pro-salvini ad Adri56 su Twitter, non si sono resi conto che l’articolo è del 2018 e che da nessuna parte dell’articolo vengono citate le Ong, ossia le Organizzazioni non governative:

“Per trasportare la droga è stata utilizzata una nave di soccorso, di solito usata per trainare e prestare soccorso alle altre imbarcazioni in difficoltà. Un modo per evitare i controlli con più facilità”. Lo dice il colonnello Francesco Mazzotta, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria, intervistato nell’ambito dell’operazione della guardia di finanza che ha portato al sequestro di una nave, la Remus, con a bordo oltre 20 tonnellate di hashish.

Si trattava di una nave di soccorso, come riportato anche dalla Guardia di Finanza nel video presente nell’articolo di Gds.it.

Nel tweet l’utente fa intendere che il malloppo sia partito dalla Libia, ma la nave in questione non ha nulla a che fare con le rotte dei migranti. Era partita da Las Palmas, nelle Canarie, ed era diretta a Tuzla, in Turchia, per poi essere abbordata dai finanzieri dopo aver ricevuto il permesso dallo Stato che batteva bandiera a bordo, Panama. L’operazione aveva coinvolto la Dea americana e l’Europol. Niente Ong, ma per qualcuno sta diventando prassi associare una nave di soccorso per una Seawhatch o una OpenArms.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: