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Torna lo spauracchio del 5G al Consiglio regionale pugliese, ma fa davvero male alla salute?

Associazioni e circoli politici contro il 5G. Ma non presentano prove sulla presunta nocività

Continuano le polemiche riguardo all’implementazione del 5G. Si tratta di una nuova generazione di allarmismo sostenuta dalla cattiva interpretazione di studi preliminari, che non dimostrano affatto degli effetti negativi sulla salute. Lo spauracchio riguarda in generale le onde elettromagnetiche non ionizzanti dei nostri cellulari e persino dei forni a microonde.

Ad oggi nessun microonde si è rivelato nocivo, tanto meno le precedenti generazioni di reti per la telefonia mobile, come il 3 o il 4G. Recenti polemiche sugli effetti del 5G – riguardo agli alberi che dovrebbero essere abbattuti e a giochi di potere da parte delle multinazionali – si sono dimostrate inconsistenti.

La disinformazione in merito ha contagiato anche associazioni di consumatori e circoli politici, tanto da finire nelle piazze di 50 città italiane (150 sono in tutto i comuni dove verrà sperimentata la rete 5G in Italia).

Recentemente il dibattito ha contagiato il Consiglio regionale della Puglia. Le paure sono più o meno le stesse: si parla soprattutto di un esperimento dove le persone fungerebbero da cavie umane, ma si tratta solo di verificare l’efficienza della rete, mentre come vedremo esiste una vasta letteratura che non dimostra alcun danno alla salute delle onde elettromagnetiche non ionizzanti.

Vengono citati inoltre i pareri di due organizzazioni: il Comitato scientifico europeo e Amica (Associazione malattie da intossicazione cronica e ambientale). http://www.infoamica.it/sperimentazione-5g-manca-il-parere-sanitario/ Vediamo se effettivamente rappresentano evidenze scientifiche rilevanti su pericoli accertati per la nostra salute.

Il parere del Comitato scientifico europeo

I ripetitori 5G arrivano anche in Puglia e al Consiglio regionale c’è chi lamenta l’assenza di verifiche sulla salute pubblica. Chi presenta queste istanze però cita anche un documento del Comitato scientifico europeo, che si è occupato proprio di fare il punto sui presunti rischi sanitari del 5G.

Il problema è che secondo il Comitato alla luce delle verifiche fatte – poche sul 5G perché si sta appena cominciando a implementarlo su larga scala  – e di quelle fatte per le generazioni precedenti, non esistono prove degli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute delle persone. 

Riportiamo integralmente la parte del documento dove si affronta l’argomento: 


«All’orizzonte, una nuova generazione di 5G ad alta frequenza ancora più breve le lunghezze d’onda vengono proposte per alimentare l’Internet of Things (IoT). L’IoT ci promette stili di vita comodi e facili con un enorme 5G rete di telecomunicazioni interconnesse. Tuttavia, l’espansione della banda larga con radiazioni a radiofrequenza a lunghezza d’onda più breve evidenzia la preoccupazione che i problemi di salute e sicurezza rimangano sconosciuti.

La controversia continua per quanto riguarda i danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per gli effetti sull’uomo o sull’ambiente ”(Russell, 2018).

Parallelamente alle problematiche emergenti passate. Potenziali interazioni con altri fattori di stress.
Questa preoccupazione è più legata alla modifica al 5G piuttosto che a una preoccupazione completamente nuova. Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sono stati generalmente ben studiati, tuttavia le radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza sono meno ben studiate, quindi la giustificazione per introdurre questo problema emergente.

Contesto, compresa l’affidabilità dei dati, se possibile un riferimento chiave per qualsiasi altro motivo di preoccupazione.

Le reti 5G saranno presto implementate per gli utenti di telefoni cellulari e dispositivi intelligenti. Il modo in cui l’esposizione ai campi elettromagnetici potrebbe influenzare l’uomo rimane un’area controversa e gli studi non hanno prodotto prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo di linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche indesiderate».

Manca un parere sanitario?

Al Consiglio regionale pugliese come argomento si cita anche il pronunciamento di Amica, la quale lamenta la mancanza di un parere sanitario. No, mancano le prove. Una diffusione su larga scala delle onde millimetriche del 5G causerebbe danni alla salute? Non ci sono dati rilevanti in merito.

Le prove dovrebbe presentarle chi mette in discussione il 5G. D’altro canto di studi sui possibili effetti delle onde elettromagnetiche ne sono stati pubblicati fin dagli anni ’60, con un particolare incremento negli anni ’90.

La conclusione, alla luce di una letteratura scientifica fatta di oltre 28 mila articoli, è che le onde elettromagnetiche utilizzate dai nostri dispositivi non hanno mostrato di procurare danni alla salute delle persone.

Se delle rilevanze ci sono state in esperimenti su animali, queste riguardavano esposizioni estremamente elevate e senza poter escludere altri possibili fattori. Anche il riscontro di un riscaldamento dei tessuti non è stato mai collegato causalmente con l’insorgenza di determinate patologie.

Credit foto di copertina: Hana Chramostova/Rete 5G.

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