Sigarette elettroniche, dagli Usa la paura dopo l’epidemia letale: la Regione Lazio chiede aiuto agli esperti del ministero

L’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato di dare «la piena disponibilità a collaborare con la Regione Lazio»

È notizia degli scorsi giorni di una strana epidemia che sta colpendo gli Stati Uniti: 215 persone sono state infatti ricoverate per insufficienza respiratoria, danni ai polmoni e vomito.

Le certezze da parte dei medici sono ancora poche, ma dalle notizie rese note dai diversi organi di stampa, sembra che ad accomunare tutti i pazienti ci sia l’uso della sigaretta elettronica, e che, nella maggior parte dei casi, chi ne fa uso sia solito mischiare il contenuto delle cartucce con sostanze sintetiche, marijuana e altre droghe.

L’allarme è così arrivato anche in Italia: l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha inviato oggi una nota al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro.

D’Amato ha richiesto un report e monitoraggi tecnico-scientifici sugli effetti che la sigaretta elettronica ha su chi la utilizza.

Nello specifico, l’assessore alla Sanità è interessato a saperne di più soprattutto sulle fasce della popolazione più a rischio. La nota è stata inviata per conoscenza anche al ministro della Salute Roberto Speranza.

L’assessorato alla regione ha spiegato che «nella nota inoltrata all’Iss e al ministero si conferma la totale disponibilità del sistema sanitario regionale del Lazio», scrive D’Amato.

E poi sottolinea che «sin da subito garantiremo ogni supporto utile alla definizione di un quadro di sicurezza per la salute degli utenti della sigaretta elettronica anche in considerazione di quanto sta accadendo negli Stati Uniti».

La risposta dell’Istituto Superiore della Sanità

L’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato di dare «la piena disponibilità a collaborare con la Regione Lazio per fornire l’aggiornamento sugli studi attualmente disponibili in letteratura relativi ai rischi sull’uso della sigaretta elettronica».

E ha poi aggiunto che è pronto a lavorare per individuare e «implementare, alla luce delle attuali evidenze scientifiche, strategie in grado di attuare le misure di prevenzione più efficaci per contrastare i possibili rischi associati all’uso del dispositivo, in linea con quanto indicato dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità, ndr)».

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