Usa, la Fed riduce i tassi di un quarto di punto. L’ira di Trump: «Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!»

Nelle scorse settimane il presidente aveva chiesto un taglio ben più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero

La Fed, la Federal Reserve, cioè la banca centrale degli Stati Uniti d’America, ha deciso di tagliare i tassi di interesse per la seconda volta dalla grande crisi del 2008, dopo il taglio effettuato nel mese di luglio. Il costo del denaro scende di un altro quarto di punto, in una forchetta tra l’1,75 e il 2%.

La decisione della banca centrale è stata presa con 7 voti favorevoli e 3 contrari, una testimonianza delle divisioni ai vertici della banca centrale statunitense. Il taglio viene motivato da una serie di incertezze tra cui un indebolimento degli investimenti privati e delle esportazioni.

Un ulteriore taglio dei tassi di interesse della Fed è atteso entro la fine dell’anno per contrastare un aumento dei rischi per l’economia, secondo quanto emerge dal comunicato finale della riunione della banca centrale Usa. Dopo il taglio dei tassi Wall Street ha accentuato il calo dei titoli con il Dow Jones che ha ceduto lo 0,50%, il Nasdaq lo 0,84% e l’indice S&P500 lo 0,58%.

La decisione della Fed ha scatenato l’ira del presidente Donald Trump che è andato all’attaco del governatore della fed: «Jay Powell e la Federal Reserve hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!», ha scritto Trump su Twitter. Il tycoon definisce inoltre Powell «un terribile comunicatore». Nelle scorse settimane il presidente aveva chiesto un taglio ben più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero.

L’economia Usa continua ad andare bene, ma assistiamo a un rallentamento globale anche del commercio, con incertezze legate anche all’aumento dei dazi: così il presidente della Fed, Jerome Powell, ha motivato la decisione di tagliare i tassi di un quarto di punto. Powell ha sottolineato come l’economia americana si espanderà a ritmo moderato con un mercato del lavoro che resterà forte.

Il presidente della banca centrale statunitense ha risposto così a chi gli chiedeva di commentare la richiesta più volte avanzata da Donald Trump di portare i tassi vicini o sotto lo zero: «Non credo che la Fed ricorrerà mai a tassi di interesse negativi, anche in tempi di crisi». Nonostante le critiche del presidente, ha continuato Powell, «il morale della Fed è molto alto». Secondo il numero uno della banca centrale statunitense costantemente sotto attacco da parte del tycoon, ha chiarito: «Io cerco di fare il mio lavoro al meglio nell’interesse degli americani».

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