Usa, la Corte suprema limita il diritto d’asilo: vittoria per Trump

Sentenza ribaltata in appello: protezione negata a chi ha attraversato un Paese sicuro

Chi, per raggiungere gli Stati Uniti, sia passato per un Paese considerato sicuro senza essersi visto rifiutare l’asilo non avrà d’ora in avanti più il diritto di ottenere protezione negli Usa. Lo ha deciso la Corte Suprema, ribaltando in appello la precedente sentenza che aveva stabilito il contrario.

Il presidente Donald Trump aveva rivelato la nuova politica migratoria in luglio, ricevendo quasi immediatamente lo stop di un giudice di San Francisco. La decisione della Corte Suprema è stata definita da Trump come una grande vittoria nella sua guerra all’immigrazione.

La nuova legge avrà grossi impatti su tutti quei cittadini centroamericani che per attraversare il confine Sud degli Stati Uniti passano per il Messico. La maggior parte di loro viene da El Salvador, Guatemala e Honduras e scappa da povertà e violenza.

Queste persone saranno ora obbligati a chiedere asilo in Messico, il primo Paese considerato sicuro che incontrano sulla via degli Stati Uniti. Solo in caso la domanda venisse rifiutata dalle autorità messicane, i richiedenti asilo potranno depositarla negli Usa.

Non è la prima volta che la Corte suprema a maggioranza conservatrice asseconda le politiche migratorie restrittive di Donald Trump. L’anno scorso il tribunale gli aveva concesso di implementare il divieto d’accesso per i cittadini provenienti da Paesi a maggioranza musulmana e a luglio aveva dato il via libera all’utilizzazione di 2 miliardi e mezzo di dollari per la costruzione di una barriera al confine con il Messico.

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