Liliana Segre, insulti e minacce: la prefettura di Milano le assegna una scorta

Il provvedimento di “tutela” prevede l’assegnazione di un’auto e due uomini delle forza dell’ordine

Da oggi la senatrice a vita avrà a disposizione una scorta giorno e notte. La misura di protezione, da tempo sotto esame, è stata disposta ieri, 6 novembre, dal Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presieduto dal prefetto Renato Saccone.

La legge prevede diversi livelli di protezione. Si va dal presidio fisso dell’abitazione, fino a una scorta mobile. Nel caso di Segre è stato scelto il IV livello: prevede un’auto e due carabinieri. Tecnicamente si tratta di una tutela che prevede appunto la presenza di agenti in ogni spostamento e uscita pubblica della senatrice.

Una decisione legata all’escalation di insulti e attacchi che la senatrice, su sua stessa ammissione, riceve sui social. Nel corso di un recente seminario allo Iulm, la senatrice, parlando proprio degli hater, aveva detto che «sono persone per cui avere pena e che vanno curate». Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta al momento contro ignoti.

Segre, 89 anni, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ha ricevuto di recente anche attacchi dal partito di estrema destra Forza Nuova che in occasione di un suo intervento davanti a 500 studenti di Milano ha esposto uno striscione fuori da un teatro: «Sala ordina, l’Antifa agisce, il popolo subisce».

«Perdono il loro tempo, è molto prezioso, non si torna mai indietro neanche di un attimo. Questi lo sprecano, il mio consiglio è di non sprecarlo – aveva detto Segre agli hater –. Ogni minuto va goduto e sofferto, bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte, ma perdere tempo a scrivere a una novantenne augurandole la morte… tanto c’è già la natura che ci pensa…».

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