ArcelorMittal, fonti sindacali: l’adesione allo sciopero è del 27%. Conte corre a Taranto

La decisione di incrociare le braccia è arrivata dopo il teso vertice di ieri sera a Palazzo Chigi col premier Giuseppe Conte e la notizia delle migliaia di esuberi

È il giorno dello sciopero nello stabilimento di ArcelorMittal a Taranto. La decisione di incrociare le braccia per 24 ore è arrivata dopo il teso vertice di ieri sera a Palazzo Chigi col premier Giuseppe Conte, diversi ministri, i sindacati, confederali e dei metalmeccanici, le istituzioni della Puglia e di Taranto.

Alla base dell’iniziativa di sciopero – promossa da Fim, Fiom e Uilm – c’è la volontà di recesso dal contratto da parte dei francoindiani di ArcelorMittal, la notizia di 5mila esuberi – ma potrebbero essere molti di più – e l’atto di citazione verso i commissari di Ilva, al Tribunale di Milano, da parte della stessa ArcelorMittal.

Secondo alcune fonti sindacali, ad aver aderito alla giornata di sciopero a Taranto è stato il 27 per cento dei lavoratori. Dunque, su circa 2.000 addetti in forza al primo turno, sono circa 500 gli astenuti dal lavoro. Occorre però tenere conto del fatto che i lavoratori di comandata, circa 2-3 persone, non possono scioperare perché – come spiegano fonti sindacali – «sono obbligati a stare sugli impianti per garantirne la sicurezza, ma sono da ritenersi potenziali scioperanti».

Inoltre, essendo venerdì, molte persone in meno sono andate al lavoro perché nel fine settimana di solito è collocata la cassa integrazione che in ArcelorMittal sta interessando, dal 30 settembre, 1.276 persone per la crisi del mercato dell’acciaio. I cassintegrati sono già sospesi dal lavoro e non sono quindi inclusi nel conteggio di chi sciopera.

Intanto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è in viaggio verso gli stabilimenti dell’ex Ilva. Secondo quanto reso noto da alcune fonti sindacali, il premier potrebbe arrivare a Taranto verso le 16.

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