Prima i social, ora un libro. Chi c’è dietro le Pillole di Storia che leggete sui social

Costantino Andrea De Luca era appassionato di storia ma dopo aver parlato con esperti del settore, ha deciso di non seguire i suoi interessi in università. Fino a ora

«Quando avevo 19 anni ho fatto l’errore più grande della mia vita». Il 24 ottobre i follower della pagina Facebook Una pillola di storia antica al giorno hanno trovato un post molto diverso da quelli a cui erano abituati.

Di solito si trattava di aneddoti storici, avvenimenti o biografie sfuggite ai manuali più istituzionali. Pillole, appunto, da consumare su Facebook o Instagram mentre si scorre la bacheca tra qualche notizia, un video virale e le foto di un amico al mare.

In questo post l’autore della pagina, Costantino Andrea De Luca, si sposta per qualche riga dal suo obiettivo e apre uno spiraglio sulla sua vita privata. Appassionato da sempre di storia, dopo aver parlato con esperti del settore, decide di non seguire i suoi interessi in università. Il mercato precario, le prospettive troppo cupe. Si iscrive a Economia.

Dopo qualche esame capisce che non è la sua strada. Smette di frequentare e comincia a giocare a poker online. Diventa un professionista e contemporaneamente sfoga la sua passione aprendo le pagine Facebook e Instagram Una pillola di storia antica al giorno. La pagina ha successo, pubblica in modo autonomo un primo libro e viene contattato da diverse case editrici. Sceglie la Newton Compton.

Ora il suo libro è alla terza ristampa. Ha lasciato perdere il poker online e a 24 anni ha deciso di iscriversi ufficialmente alla facoltà di Storia, Università di Pisa, appena avrà finito la triennale in Economia.

La storia di Costantino è la storia di tanti under 30: un mercato del lavoro che spaventa, soprattutto per chi preferisce le materie umanistiche, una scelta universitaria difficile e non sempre azzeccata e poi il web che, ogni tanto, permette ancora di trovare una strada per le proprie passioni.

Cosa c’è nel libro che è appena uscito?

«Grazie a Newton Compton ho pubblicato una raccolta di 365 pillole di storia che vanno dal Big Bang al futuro. Ovviamente le ultime sono più un gioco che ho provato a fare immaginandomi episodi non ancora avvenuti. La maggior parte delle pillole è ambientata nel periodo antico, fino al medioevo diciamo».

Cosa raccontano queste pillole?

«È una carrellata di aneddoti che parlano un po’ di tutto. Grandi eventi epocali e piccoli aneddoti quotidiani. Ho voluto fare un misto. Molte sono pillole già pubblicate sui social, altre sono inedite. Sta avendo molto successo, molto più di quello che mi sarei aspettato. Hanno già fatto due ristampe, sono molto soddisfatto».

Il libro pubblicato da Costantino Andrea De Luca

Ti ricordi quando hai aperto Una pillola di storia antica al giorno?

«Era il dicembre 2017. Sono passati quasi due anni. Dopo sei mesi dalla pagina Facebook ho aperto anche il profilo Instagram che ora uso anche di più. A quei tempi stavo facendo tutt’altro, studiavo Economia, non frequentavo tanto. Stavo lasciando anche perdere esami e lezioni».

E cosa facevi se non frequentavi l’università?

«Ero diventato un giocatore a tempo pieno di poker online. Giocavo parecchie migliaia di euro ogni mese. Stavo andando bene, tanto che avevo deciso di trasferirmi a Malta per potermi dedicare anche ai circuiti internazionali. Dall’Italia non è possibile.

In quel periodo una mia amica mi aveva chiesto via chat di raccontarle una pillola di storia antica al giorno. Ho iniziato a farlo con lei e visto che funzionava ho deciso di aprire una pagina. Quella chat con la mia amica mi ha cambiato la vita».

Fonte: Whatsapp | La chat da cui è iniziato tutto

Ora hai una pagina Facebook da 160mila like e un profilo Instagram da oltre 50mila follower. Ci hai messo tanto a farti conoscere?

«Le prime 12 pillole non se le è calcolate nessuno. La 13° è diventata virale. Ho fatto un collegamento virale tra Pausania, reggente di Sparta, e Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. Migliaia di persone hanno cominciato a scrivermi e farmi complimenti».

Come è stato passare da scrivere post su Facebook a scrivere un libro?

«All’inizio avevo pure cercato su Google come fare a scrivere un libro. L’ho autoprodotto e l’ho pubblicato con Amazon. Le vendite sono state ottime. Ho ricevuto proposte da diverse case editrici e alla fine ne ho scelta una. Per l’edizione che è ora in vendita ci ho messo due anni».

Quale metodo usi per scrivere le tue pillole?

«Cerco sempre di trovare espedienti per rendere tutto accattivante. Ci tengo molto a pubblicare testi storicamente rigorosi e precisi. Colleziono riviste e libri storici da quando avevo 10 anni. Appena sbaglio una virgola, anche se è solo un errore di distrazione, tutti me lo fanno notare nei commenti. Ora le pillole vengono lette da decine di migliaia di persone».

Quale periodo storico ti piace più raccontare?

«Da quando sono bambino, i miei periodi preferiti sono dall’antica Grecia, parliamo di V sec a. C, e per antica Roma, diciamo il I secolo a.C., il periodo di Cesare e Pompeo. Attualmente sto riscoprendo anche la Mesopotamia, dal 3000 a.C. al l 500 a.C. E poi, in generale, il Vicino Oriente mi appassiona molto.

Sembrano popoli lontani ma molte dinamiche quotidiane le ritroviamo qui. Per esempio ho trovato una lettera indirizzata a un mercante babilonese in cui un cliente si lamenta della merce in toni molti duri. Era una conversazione che avrebbe potuto avvenire anche ai giorni nostri».

E il personaggio storico invece?

«Nel libro ho dedicato cinque pillole a Timoleonte di Corinto. Grandissimo eroe della storia antica che non conosce nessuno. Un generale partito dalla Grecia che con un pugno di uomini è riuscito a liberare la Sicilia dai tiranni e da un esercito cartaginese. Timoleonte è riuscito a liberarla tutta. Nonostante questo, quasi nessuno lo conosce.

È una cosa molto ingiusta però ogni tanto capita che la storia faccia queste selezioni. Un personaggio come Leonida viene celebrato nei secoli e un altro sprofonda nell’anonimato. Vorrei riuscire a dare luce ai personaggi ingiustamente dimenticati dalla storia».

E ora, come mai l’università?

«Mi manca la parte accademica. Vorrei fare quello che già faccio oggi: scrittore e divulgatore storico. Ma mi piacerebbe farlo dopo aver affrontato un percorso più istituzionale. I miei modelli sono divulgatori come Alberto Angela, Eva Cantarella e Alessandro Barbero».

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