L’arcivescovo di Milano fa visita al prete condannato per diffamazione contro il leader della Lega

«L’arcivescovo è andato a trovare un suo prete, come fa con tanti altri», commentano dalla Curia di Milano

L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha espresso di persona la sua solidarietà a don Giorgio De Capitani, il sacerdote condannato lo scorso 11 novembre per diffamazione dal Tribunale di Lecco a seguito di una querela del leader della Lega ed ex-ministro degli Interni Matteo Salvini.

Lo scrive l’Ansa oggi: a dirlo all’agenzia di stampa lo stesso don Giorgio, che ha ricevuto la visita dell’arcivescovo nella sua abitazione a La Valletta Brianza in provincia di Lecco.

Il prete è stato condannato pochi giorni fa dal Tribunale di Lecco dopo essere stato querelato dal leader della Lega per i contenuti del suo blog: dovrà pagare 7500 euro di multa e un risarcimento di 7 mila, oltre che pagare le spese processuali. È stato infatti riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015.

La visita

«È stato un bell’incontro», racconta il prete famoso per le sue invettive contro Silvio Berlusconi prima e Matteo Salvini poi. «Gli ho detto tutto quello che dovevo dire e l’Arcivescovo mi ha espresso la sua solidarietà, al di là del modo di pensare di ciascuno, autorizzandomi a rendere noto l’incontro».

Don Giorgio De Capitani ha raccontato poi sul suo sito ciò che è successo prima dell’incontro di oggi, spiegando che «Non tutto il male vien per nuocere» perché la sentenza di condanna dell’11 novembre scorso, emessa nei suoi confronti dal Tribunale di Lecco, «è stata una “bomba” che ha scatenato anche un’apertura “provvidenziale” dagli aspetti diversi».

«Ci è voluto una condanna pesante», scrive don Giorgio, 81 anni, «perché succedesse come un miracolo. Prima la telefonata (subito dopo la sentenza) di monsignor Franco Agnesi, con cui il Vicario Generale della Diocesi milanese mi esprimeva sentitamente solidarietà, disposto anche, forse in nome della Curia, di aiutarmi economicamente, vista l’ingente somma che “dovrei” versare a Salvini e allo Stato, e poi, dopo qualche giorno (14 novembre) lo stesso arcivescovo di Milano, Mario Delpini, scriveva di suo pugno un biglietto» in cui chiedeva di incontrarlo.

Per don Giorgio l’arcivescovo «ha espresso esplicitamente con una visita personale la sua solidarietà nei miei riguardi. Non è difficile vedervi una scelta esplicita della Curia milanese, che ha preferito solidarizzare con un prete anti-salviniano nell’anima e nel corpo. Questa è la realtà dei fatti. Certo, si può discutere sulle mie supposizioni, ma è veramente difficile confutarle».

«L’arcivescovo è andato a trovare un suo prete, come fa con tanti altri», commentano dalla Curia di Milano.

In copertina foto sito Don Giorgio

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