Treviso, diritto alla disconnessione violato: i sindacati dicono stop a Whatsapp per le comunicazioni

Nel mirino l’uso continuativo dei servizi di messaggistica. Anche quando i dipendenti sono fuori dall’orario di lavoro

A Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, i sindacati dell’Istituto oncologico veneto hanno presentato una segnalazione per denunciare e dire basta all’abuso di social nelle comunicazioni interne alla struttura.

«Da tempo avevamo segnalato che troppe comunicazioni “ufficiali” avvenivano utilizzando gruppi di comunicazione sui social network o sui servizi di messaggistica istantanea, a tutte le ore del giorno e anche nei festivi, una abitudine non corretta», ha detto alla Tribuna di Treviso Sara Tommasin della Fp Cgil.

I sindacati hanno lamentato l’uso continuativo di social e messaggistica come WhatsApp e Telegram anche nei casi in cui i dipendenti si trovavano fuori dall’orario lavorativo: mail e messaggi sull’organizzazione del lavoro più o meno urgenti arrivavano a qualunque ora, non consentendo ai dipendenti di “staccare la spina” quando era loro diritto farlo. Quindi ledendo il diritto alla disconnessione.

«Proprio per questo – continua Tommasin – avevamo specificato che ordini di servizio e direttive ufficiali devono passare tramite un canale istituzionale, con oggetto, indirizzo, estremi dei soggetti e protocollo. Certo, è ovvio che un gruppo limitato di persone, internamente, per comodità, può comunicare tramite certi strumenti. Ma le direttive ufficiali devono avere un canale altrettanto ufficiale».

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