Manovra, spunta la tassa di soggiorno (fino a 10 euro) per le principali città turistiche

I comuni coinvolti sono quelli in cui il numero di turisti supera di venti volte quello dei residenti

I comuni italiani più turistici potranno raddoppiare la tassa di soggiorno, portandola fino a un massimo di dieci euro. È una delle principali novità introdotte nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, che tornerà nei prossimi giorni in discussione in aula alla Camera. La manovra prevede anche un aumento delle sanzioni per gli albergatori che non incassano l’imposta.

I comuni coinvolti (che saranno individuati con un Decreto Ministeriale) sono quelli in cui il numero di turisti supera di venti volte quello dei residenti, comportando dei costi pubblici molto elevati, come quello della pulizia delle strade o dei trasporti pubblici.

Intanto a Roma, come scrive l’Espresso, la giunta di Virginia Raggi non è ancora riuscita a trovare un accordo con Airbnb per riscuotere il pagamento della tassa di soggiorno.

Come già mostrato nel caso di Venezia, la tassa di soggiorno può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Per evitare gli alti costi di pernottamento nelle destinazioni turistiche, i visitatori sono spesso portati a scegliere di soggiornare fuori città per poi dedicarsi al cosiddetto «turismo mordi e fuggi».

Nella manovra di dicembre 2018 è stata approvata la possibilità per Venezia di richiedere una sorta di «ticket d’ingresso» per contrastare questo tipo di dinamica.

Altre novità e nodi da sciogliere

Rinviati la lotteria degli scontrini e l’obbligo di installare seggiolini anti-abbandono sulle auto. Trovata l’intesa su tampon tax la cui Iva dovrebbe scendere dal 22 al 5%, ma solo sui prodotti bio. Cambia veste l’8 per mille: una parte della quota potrà essere utilizzata a sostegno dell’edilizia scolastica e lo Stato non potrà quella somma per altri fini. Spunta anche un bonus bici desinato a chi rottama un’auto inquinante.

Ma il nodo principale del decreto fiscale è la parte che riguarda il carcere per i grandi evasori: il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, chiede che venga addolcito l’inasprimento delle pene per chi commette gravi reati fiscali.

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