Fondazione Open: Bonifazi tra i finanziatori. E spunta l’incontro tra Carrai e Castellucci (ex ad di Autostrade)

I rapporti tra Alberto Bianchi e Marco Carrai, il primo ex presidente della Fondazione Open il secondo membro del cda, andavano oltre la gestione della Fondazione.

Anzi, Carrai avrebbe agito, per contro del gruppo Toto e su richiesta di Bianchi, nella contesa con Autostrade e per questo avrebbe incontrato l’ex ad Castelucci. Ma non è l’unica novità nell’inchiesta sulla fondazione che secondo gli inquirenti potrebbe essere stata usata come tesoretto pr finanziare le attività di Matteo Renzi. Tra i finanziatori spunta un nuovo nome. È quello di Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd ora passato a Italia Viva, già al centro di un’indagine sul nuovo stadio di Roma.

L’incontro tra Carrai e Castellucci

Secondo quanto riporta Repubblica, Carrai avrebbe aiutato Bianchi nella sua consulenza, ritenuta sospetta dagli inquirenti dato che una parte dei soldi per la consulenza, circa 400mila euro, vennero poi versati a Open. La “collaborazione” di Carrai «rafforza l’ipotesi che i soldi dati a Bianchi fossero un modo per dissimulare un trasferimento di denaro da Toto alla fondazione». Ma non è tutto, dalle indagini è emersa anche una società, la Wadi, operante a Lussemburgo, che risulta avere tra i soci molti finanziatori di Open e su cui ora si concentrano le indagini degli inquirenti che avanzano il dubbio che la Wadi servisse per dirottare fondi all’estero.

Bonifazi tra i finanziatori

Spunta poi tra i finanziatori di Open, un nome ingombrante: è quello di Francesco Bonifazi che attraverso la Fondazione Eyu ha donato 20mila euro a Open poco prima della chiusura. A riportarlo è il Corriere della Sera, Bonifazi è ex tesoriere del Pd ed è già indagato dalla procura di Roma per la costruzione dello stadio, a lui i pm contestano il reato di finanziamento illecito.

Il suo bonifico è finito in una segnalazione di operazioni sospette. Risale al 5 giugno 2018, quando da aprile era nota la chiusura della Fondazione. Perché mandare quei soldi? Forse per mascherare un’altra operazione?

Tra i finanziamenti “sospetti” anche quello di Davide Serra, titolare di Algebris, perquisito nei giorni scorsi. Serra e Bonifazi sono legati dal fatto che oltre a essere entrambi finanziatori di Open, il primo ha versato anche alla fondazione del secondo più di 100mila euro. Ora gli inquirenti stanno indagando su questo giro di denaro per capire se dietro possa esserci qualcos’altro.

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