Fabrizio Corona, perché il giudice ha concesso i domiciliari «umanitari»

L’ex re dei paparazzi era stato condannato a nove anni e otto mesi, di cui ha scontato cinque anni e cinque mesi in carcere

L’ex re dei paparazzi sarebbe affetto da una malattia psichica che comprende un disturbo della personalità borderline, uno bipolare e uno narcisistico, ai quali aggiungere poi una sindrome depressiva.

Per tutti questi motivi il giudice ha deciso di scarcerarlo: la patologia di cui soffre, infatti, «non può essere curata adeguatamente» in una casa di reclusione.

Lo scrive, nero su bianco, il magistrato di sorveglianza di Milano Simone Luerti che ha concesso a Fabrizio Corona la detenzione domiciliare «umanitaria» per i prossimi quattro anni all’interno di una comunità per tossicodipendenti.

«Il soggetto bipolare ha dei passaggi di umore e di visione della realtà da una prima fase di eccitamento, generalmente collegata a pensieri di tipo persecutorio, ad una fase depressiva», ha spiegato al Corriere la psicoterapeuta Vera Slepoj secondo la quale l’ex agente fotografico «non è in grado di contenere le sue pulsioni».

Per lui, ad esempio, la droga era «automedicazione dal malessere generato dalla malattia» psichiatrica che, come ha spiegato la Consulta, sarebbe incompatibile con il regime carcerario.

Corona è rimasto in carcere fino a giovedì scorso: ea stato condannato a nove anni e otto mesi, di cui ha scontato cinque anni e cinque mesi dietro le sbarre. Era stato ammesso a misure alternative, ma il beneficio gli è stato revocato in seguito ad alcune violazioni.

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