Salvini: «L’unica ‘Bella ciao’ che mi interessa è quella al clandestino»

«Io preferisco cantare la canzone su cui i nostri nonni e bisnonni hanno dato la vita per salvare il nostro Paese, con il Piave che mormorava che non passa lo straniero»

Mentre nelle piazze delle Sardine su e giù per l’Italia si intona ‘Bella Ciao‘, anche l’ex vicepremier Matteo Salvini cita il canto popolare diventato celebre dopo la Resistenza. «Per qualcuno va di moda cantare ‘Bella ciao’», ha affermato Matteo Salvini durante il suo intervento nella Fiera del Levante di Bari il 15 dicembre.

«Io preferisco cantare la canzone su cui i nostri nonni e bisnonni hanno dato la vita per salvare il nostro Paese, con il Piave che mormorava che non passa lo straniero. Questa è la canzone che porto dentro», ha aggiunto, in riferimento a «La canzone del Piave», scritta per commemorare quando nel 1918, l’avanzata dell’esercito austro-ungarico venne arginata in Veneto. «Bella ciao al clandestino è l’unica bella ciao che mi interessa», dice il leader della Lega.

Non è l’unico slogan utilizzato da Salvini durante il comizio: «Prima i pugliesi, prima gli italiani», ha dichiarato l’ex capo del Viminale, scatenando gli applausi dei 1.400 presenti. Ha poi detto che i primi migranti «sono le centinaia di migliaia di pugliesi che sono stati costretti a scappare nel resto del mondo per trovare un lavoro e formare famiglia: quelli sono gli immigrati che vogliamo riportare a casa, non barchini e barconi, quelli non ci interessano».

Dopo i pugliesi e gli italiani, ha aggiunto Salvini, «se avanza, il resto del mondo. Ci sono 360mila di pugliesi iscritti nei registri degli italiani all’estero: preoccupiamoci di questi anziché regalare la cittadinanza in anticipo a chi è arrivato qui o accogliere chiunque arrivi».

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