Matteo Renzi, i sospetti dell’Espresso sul maxi-cachet per la docuserie su Firenze: all’ex premier bonifici per 500 mila euro

Secondo il settimanale l’ex premier sarebbe riuscito a restituire il prestito per la sua casa fiorentina attraverso un compenso di mezzo milione di euro per un documentario messo in onda da Discovery Italia

Nuove ombre arrivano dal settimanale l’Espresso su Matteo Renzi, dopo le polemiche sull’inchiesta che riguarda la Fondazione Open e sul prestito di 700mila euro per l’acquisto di una villa a cui è seguita la nomina del generoso finanziatore in una società pubblica.


Secondo le ultime rivelazioni dell’Espresso, l’agente dello spettacolo Lucio Presta avrebbe pagato in tutto mezzo milione di euro a Matteo Renzi per il documentario Firenze secondo me, di cui l’ex premier era autore e conduttore. Il settimanale ha svelato un compenso attraverso cui Renzi avrebbe risanato il prestito ottenuto per l’acquisto della sua casa.

Secondo l’inchiesta dell’Espresso, che ha incrociato le carte del catasto con i nuovi documenti dell’antiriciclaggio di Bankitalia, Renzi sarebbe riuscito a restituire il prestito il 6 novembre 2018 grazie alle fatture della società Arcobaleno Tre e non, come aveva sostenuto, con i soldi provenienti dalla vendita della sua vecchia villa.

Discovery Italia, che si è occupata della messa in onda del documentario, avrebbe dato all’agenzia di Presta poco meno di 20mila euro per i diritti del programma. Una cifra nettamente inferiore al compenso ricevuto dal senatore. Compenso che l’Espresso ha messo a confronto con quelli ottenuti da altri conduttori tv.

Nel 2018 Alberto Angela ha guadagnato dal servizio pubblico 950 mila euro non per un solo lavoro, ma per 15 trasmissioni tra Ulisse, Le Meraviglie e Stanotte a Pompei.

Artisti come Toni Servillo, Helen Mirren o Jeremy Irons, hanno preso tra i 30 e i 50 mila euro per fare i narratori e i conduttori di documentari sui grandi musei come l’Ermitage e il Prado.

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