Netflix, proteste per il film con Gesù gay: molotov contro la sede dei videomaker

Henrique Soares da Costa, vescovo di Pernambuco, ha annunciato di aver annullato l’abbonamento a Netflix, sostenendo che la piattaforma sia «posseduta da una forza demoniaca»

La prima tentazione di Cristo, il film disponibile su Netflix in cui Gesù viene ritratto come gay, non smette di scuotere l’opinione pubblica brasiliana e di creare polemiche. 

E così, dopo la petizione lanciata su Change.org – che ha raccolto quasi due milioni e mezzo di firme in tre settimane – per richiedere la rimozione del film dal catalogo perché «offende tutti i cristiani», la protesta è degenerata a tal punto di trasformarsi in un atto di violenza contro gli ideatori del film. 

La sede a Rio De Janeiro del collettivo satirico di videomaker brasiliani Portas dos Fundos, autori e registi del film, è stata infatti «oggetto di un attacco» con innumerevoli molotov il giorno della vigilia di Natale.

Un attacco che non ha causato nessun ferito ma che il gruppo Portas dos Fundos ha comunque condannato con fermezza, nella speranza che «i responsabili di questi attacchi vengano trovati e puniti», anche grazie alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza intorno alla sede messe a disposizione delle autorità.

«Tuttavia – prosegue il collettivo – la nostra priorità in questo momento è la sicurezza di tutto il team che lavora con noi. Una volta che avremo maggiori dettagli, parleremo di nuovo. Per ora, andremo avanti, più uniti, più forti, più ispirati e fiduciosi che il Paese sopravviverà a questa tempesta di odio e l’amore prevarrà insieme alla libertà di parola».

Il vescovo di Pernambuco: «Blasfemia volgare e irrispettosa»

A fare eco alle polemiche createsi intorno al film, ci sono state poi le dure prese di posizione da parte – tra gli altri – di Eduardo Bolsonaro, figlio del premier brasiliano Jair Bolsonaro, che retoricamente ha chiesto su Twitter: «Siamo a favore della libertà d’espressione, ma vale la pena attaccare la fede dell’86% della popolazione?». 

Anche il deputato Julio Cesare Riberiro ha rivolto dure accuse non solo al film e ai suoi ideatori, ma anche a Netflix, annunciando di cancellare il proprio abbonamento alla piattaforma di streaming. «In questo film nostro signore Gesù viene mostrato come omosessuale – spiega Riberiro – In più i discepoli sembrano degli ubriaconi. È inammissibile! È una presa in giro verso i cattolici e gli evangelici».

Un boicottaggio condiviso anche da Henrique Soares da Costa, vescovo di Pernambuco, che ha annunciato di aver annullato l’abbonamento a Netflix, sostenendo che la piattaforma sia «posseduta da una forza demoniaca», e definendo il film come l’espressione di una «blasfemia volgare e irrispettosa». 

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