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A Livorno «i comunisti aggrediscono i leghisti»: i video dei due protagonisti Alessandro Perini e Lenny Bottai

Il consigliere leghista accusa il segretario dei comunisti di Livorno che risponde con la sua versione dei fatti

Il 31 dicembre 2019 Matteo Salvini pubblica un verbale di Pronto Soccorso dove il paziente Alessandro Perini, consigliere comunale di Livorno, dichiara di essere stato aggredito «da persona nota». Nel testo del post del leader leghista si legge che sarebbe stato aggredito «per mano di una decina di conigli di sinistra».

Nel verbale si legge che le circostanze dell’accaduto riferite dall’infortunato sarebbero avvenute alle ore 13:30, che è stato ammesso al Pronto Soccorso con priorità 3 alle 14:13 per essere dimesso intorno alle 17:30. «Ultima aggressione contro un leghista, stavolta a Livorno per mano di una decina di conigli di sinistra. E poi sono loro a portare pace, sorrisi e gioia nelle piazze…», scrive Salvini, ma qualcuno dubita di questa versione in quanto all’interno del verbale non viene dichiarata l’aggressione di gruppo.

L’utente Edoardo contesta il post scrivendo in un commento che «persona nota» non equivale a dieci persone, domanda chi ha stabilito che l’aggressore sia di sinistra e definisce gli altri utenti «analfabeti funzionali». In risposta, l’utente Roberto spera che Edoardo venga «legnato».

I commenti al post di Salvini sul caso Livorno.

La denuncia parte dal video pubblicato da Alessandro Perini nella sua pagina Facebook alle ore 13:06 del 31 dicembre 2019 dove spiega l’accaduto, mostrando il naso sanguinante, e contesta il suo avversario politico, il segretario del Pci livornese Lenny Bottai, da lui indicato come l’aggressore insieme a dei suoi «amichetti».

Tre fotogrammi del video di Alessandro Perini registrato e pubblicato su Facebook prima del suo arrivo in Pronto Soccorso.

La sezione di Livorno della Lega pubblica un comunicato stampa nel quale denuncia l’aggressione nei confronti del consigliere comunale Perini riportando come responsabile dell’aggressione Lenny Bottai:

Rendiamo nota una vergognosa aggressione fisica al Consigliere comunale di Livorno Alessandro Perini (Lega).

Nella giornata di oggi, infatti, quello che ci è poi stato riferito essere il responsabile livornese del Partito Comunista di Marco Rizzo, ha avvicinato, provocato e poi colpito più volte, subito spalleggiato da altri soggetti, il nostro consigliere.

Il fatto è gravissimo, poiché avvenuto in prossimità del palazzo del Consiglio comunale di Livorno, dal quale Perini stava uscendo dopo aver svolto attività politico-istituzionali ed, ancor peggio, perché l’autore dell’inqualificabile gesto si accredita rappresentante di una forza politica!

In un articolo del Corriere della Sera del giugno 2019 dal titolo «Livorno, Lenny Bottai dalla maglietta anti-Renzi a coordinatore del Pci» è possibile leggere alcune sue dichiarazioni e un riferimento al suo passato:

«Il Partito comunista riparte da Livorno – ha detto Bottai –, c’erano tanti giovani ma mancava una segreteria attiva. Noi siamo una sinistra di classe ortodossa, abbiamo una visione di classe su tutto. Siamo la vera alternativa al Pd». Lenny ha anche azzardato una metafora focosa: «Abbiamo sempre aspettato la scintilla che incendia la prateria. Oggi noi siamo a porre il seme sul terreno dove dovrà germogliare la prateria sulla quale poi scoppierà l’incendio». Che Lenny ami l’incendio si era capito da tempo. Da quando alla guida delle Bal, le Brigate autonome livornesi un gruppo di ultrà d’ispirazione stalinista, aveva partecipato al G8 di Genova. E poi, durante gli scontri nella Zona Rossa, era stato abbandonato dagli amici. Quali? Quelli capitanati dal leader dei disobbedienti Luca Casarini.

Nello stesso articolo si racconta di come Bottai aveva messo in fuga «come una lepre» Luca Casarini:

Un oltraggio che Lenny aveva preso come un tradimento. E un giorno a Livorno, durante un comizio di Casarini, alla guida di un gruppetto di Bal lo aveva messo in fuga rincorrendolo al grido di «traditore». Lui, il grande capo degli allora disobbedienti, terrorizzato era scappato come una lepre.

Dalla sua pagina Facebook, alle ore 18:19 del 31 dicembre 2019, Lenny Bottai pubblica un video con la sua versione dei fatti e contesta le dichiarazioni di Alessandro Perini. Secondo il segretario cittadino del Pci i presenti erano dei «passanti» che si sarebbero avvicinati ai due per ascoltare la loro discussione, ma ad interrompere bruscamente il tutto sarebbe stato un «energumeno» sceso da un auto che lo avrebbe colpito dopo aver chiesto al consigliere se era «figlio di Perini». Bottai, secondo la sua versione, si sarebbe difeso colpendo l’uomo che lo avrebbe aggredito, senza alzare le mani contro il consigliere leghista.

Bottai, inoltre, dichiara che sul posto erano giunte le forze dell’ordine che avrebbero raccolto le testimonianze dei presenti e che la sua versione verrà dimostrata da questi e dalle telecamere. Secondo Bottai sarebbe arrivato anche il padre di Alessandro Perini che, davanti a tutti, avrebbe ammesso di dire al figlio «di farla finita con le provocazioni».

Sardine?

Nel frattempo la notizia è stata cavalcata dal sito extremista Voxnews, il quale sostiene che ad aggredire Alessandro Perini siano state «una decina di ‘Sardine’» nonostante lo stesso consigliere comunale leghista non abbia mai affermato ciò:

Conclusioni sulla situazione attuale

Risulta evidente che ci siano due versioni dei fatti, da parte di chi accusa e chi si difende. Dalle dichiarazioni della Lega e da quanto pubblicato dal consigliere comunale non sono state rese note denunce contro il segretario cittadino del partito comunista di Rizzo, il quale afferma che ci sono testimoni che smentirebbero le accuse a suo carico. Viceversa, non sono state rese note denunce contro il consigliere comunale. Nessuno, al momento, può dare ragione piena ad entrambi.