Venezuela, Guaidò silurato. Un deputato chavista si dichiara presidente del Parlamento

«L’Assemblea nazionale ha preso una decisione e c’è un nuovo ufficio di presidenza», ha affermato Maduro. Gli Usa definiscono una «farsa» questa elezione e difendono Guaidó

Torna alta la tensione in Venezuela dove si rischia una nuova ondata di proteste di piazza. A innescare i timori, il colpo di scena consumatosi all’Assemblea nazionale dove un deputato chavista rivale di Luis Guaidó, Luis Parra, ha preso in mano un megafono proclamandosi all’improvviso presidente del Parlamento.

Le proteste dell’opposizione

Colto di sorpresa, Guaidó ha definito l’accaduto «un golpe contro il Parlamento» realizzato «in associazione con la dittatura, avvenuto con il sequestro di un gruppo di deputati, senza quorum e privo di qualsiasi legalità costituzionale». Parra ha annunciato la sua decisione insieme ai deputati Franklyn Duarte e José Gregorio Noriega, presentati come i suoi vice, con l’appoggio di altri parlamentari dell’opposizione, ma non di quelli che sostengono il presidente uscente Guaidó.

Juan Guaidó tenta di superare una recinzione per entrare nel Parlamento mentre Luis Parra, candidato all’opposizione del PSUV, ha prestato giuramento come presidente dell’Assemblea nazionale – Video Twitter @iamGermania

In suo favore avrebbero votato invece tutti i 44 deputati del gruppo chavista del presidente Nicolas Maduro che da settembre sono tornati a partecipare ai lavori parlamentari. Per tutto il pomeriggio l’esterno dell’edificio che ospita l’Assemblea nazionale è stato teatro di forti tensioni per l’azione delle polizia governativa che ha impedito l’ingresso nell’emiciclo di molti deputati del gruppo maggioritario dell’opposizione che intendeva far rieleggere il presidente uscente Guaidó per un altro anno.

Il corteo di protesta dell’opposizione guidato da Guidò – Foto EPA/Rayner Pena

Il quorum

Un altro problema che aveva ritardato l’inizio dei lavori era quello riguardante il raggiungimento del quorum per rendere valida la votazione del nuovo presidente. Era infatti necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei 167 membri, e questa eventualità, esistente nei numeri, non si riusciva a raggiungere per l’azione della polizia intorno all’edificio.

Per facilitare il raggiungimento del quorum, fra l’altro, in dicembre l’Assemblea aveva approvato una modifica del regolamento in base a cui le decine di deputati che si trovano in clandestinità, in sedi di ambasciate o all’estero, avrebbero potuto partecipare alla votazione per via telematica. Ma questa risoluzione è subito stata dichiarata incostituzionale dal Tribunale supremo di giustizia (Tsj), che risponde a Maduro, per cui le autorità venezuelane hanno anche limitato oggi l’uso della rete telematica all’interno del Parlamento.

Per capire quanto accaduto si deve sottolineare che i quattro partiti più importanti all’interno del Parlamento (Voluntad Popular, Primero Justicia, Acción Democrática y Un Nuevo Tiempo), raccolti nel cosiddetto G4, hanno cercato di forzare una riconferma di Guaidó. Un accordo delle opposizioni firmato nel 2016 prevedeva una rotazione annuale alla presidenza, che nel 2020 sarebbe dovuta andare alla minoranza interna.

Gli Usa in difesa di Guaidò

Però una eventuale perdita di questa carica da parte del presidente uscente avrebbe comportato automaticamente anche l’impossibilità di mantenere la sua attuale condizione di autoproclamato presidente della repubblica ad interim, riconosciuta da 56 Paesi del mondo. Ma la minoranza nell’opposizione non ha voluto sentire ragioni per cui una frazione, che fa riferimento al partito Cambiemos, ha deciso di uscire allo scoperto criticando “gli insuccessi” di Guaidó, e proponendo un candidato alternativo alla guida dell’Assemblea nazionale nella figura di Parra. Questi, apparentemente con l’appoggio dei parlamentari del Partito socialista unito del Venezuela di Maduro, ha assunto la presidenza del Parlamento.

Guaidò è stato riconosciuto da 50 nazioni, in primis gli Stati Uniti, come presidente ad interim. E proprio dagli Usa arriva la definizione di «farsa» per questa elezione e l’appoggio al leader dell’opposizione Juan Guaidó, che ha detto che continuerà a considerare «presidente ad interim».

«Guaidó continua ad essere il presidente ad interim del Venezuela secondo la Costituzione. Alla falsa sessione dell’Assemblea nazionale di questa mattina mancava il quorum legale. Non c’è stato alcun voto», ha detto su Twitter Michael Kozak, capo del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per l’America Latina.

Maduro riconosce Parra

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro in tarda serata ha riconosciuto Luis Parra come nuovo presidente dell’Assemblea nazionale: «L’Assemblea nazionale ha preso una decisione e c’è un nuovo ufficio di presidenza, il deputato Juan Guaido è stato cacciato fuori dall’Assemblea nazionale dai voti della sua stessa opposizione», ha affermato Maduro in un discorso alla televisione.

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