Conte, verso il colpo di grazia su Autostrade: «Gravissime inadempienze. Ricorsi? La sicurezza viene prima di tutto»

Al centro del colloquio anche il voto regionale del 26 gennaio in Emilia-Romagna: «Questo voto è importante, ma rimane espressione di una comunità regionale e non decide del destino del governo nazionale», chiarisce il premier

Un’intervista a tutto campo quella del premier Conte al Corriere della Sera. Politica estera, fisco, verifica all’interno del governo, ex Ilva e futuro del capo politico del M5S Luigi Di Maio. Ma le parole più forti del premier arrivano sulla revoca delle concessioni autostradali ad Aspi. Per Conte, che torna a vestire i panni dell’avvocato del popolo: «La decisione arriverà presto e poggerà su solide basi tecnico-giuridiche. Ormai è evidente che sono emerse gravissime inadempienze nella gestione delle infrastrutture autostradali».

«La vocazione di questo governo è di tutelare l’interesse pubblico – continua Conte – non di assicurare un futuro vantaggioso ai concessionari privati, tanto più se inadempienti. Gli investitori stranieri sanno che anche nei rispettivi Paesi di provenienza vi sono sistemi legali che prevedono rimedi molto severi in caso di breach of contract, di inadempimenti così gravi. Quando poi ci sono interessi pubblici così evidenti e 43 vittime eviterei di richiamare a sproposito formule come “certezza del diritto” o “stato di diritto”. In uno stato di diritto la sicurezza dei cittadini è al primo posto. Punto»

Le Regionali

Al centro del colloquio anche il voto regionale del 26 gennaio in Emilia-Romagna: «Questo voto è importante, ma rimane espressione di una comunità regionale e non decide del destino del governo nazionale». Ne è convito il premier che assicura anche che per quanto riguarda la verifica di governo, da lui stesso sollecitata e promessa, «si tratterà più esattamente di un ‘confronto’ con le varie forze di maggioranza per impostare l’Agenda 2023, sulla base di alcune priorità che io stesso ho individuato» afferma il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda la manovra Conte promette: «Realizzeremo un’ampia riforma dell’Irpef e accelereremo il piano degli investimenti, creando una più intensa sinergia tra pubblico e privato».

Tasse

Il premier annuncia inoltre è al lavoro per la riforma dell’Irpef ma «saranno riviste anche le pensioni». Il voto tra 15 giorni in Emilia Romagna, è anche la posizione del presidente del Consiglio, «non è decisivo» e comunque «ci sarà una verifica a fine mese». E sul taglio delle tasse, aggiunge: «Confidiamo molto nei frutti dell’azione di lotta all’evasione. Anche per questo abbiamo investito ben 3 miliardi di euro per incentivare i pagamenti digitali, perché se tutti pagano le tasse, tutti pagheranno meno».

Il dossier Libia

In primo piano nell’intervista anche il tema Libia: «L’incisività e la credibilità dell’Italia in politica estera è fuori discussione – sottolinea – e con la Libia siamo in prima linea. Parliamo con tutti non per ambiguità, ma perché alimentiamo il dialogo ribadendo a tutti la nostra posizione, limpida e trasparente, politicamente insuperabile: la guerra allontana la prosperità e il benessere del popolo libico, e se alimentata da attori esterni rischia di allontanare anche la prospettiva dell’unità e dell’autonomia della Libia».

Taglio dei parlamentari

Per quanto riguarda il referendum sul taglio dei parlamentari, con il contributo della Lega, Conte è tranchant: «Mi limito a osservare che sollecitare il pronunciamento dei cittadini è cosa in sé pienamente legittima, soprattutto rispetto a una riforma costituzionale così importante. Se però questo percorso referendario viene sollecitato anche da partiti, come la Lega, che sin qui hanno sostenuto questa riforma e adesso provano a metterla in discussione sperando di destabilizzare il governo, allora vi è qualcosa che non torna».

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