Il muro della gentilezza che aiuta davvero chi ha bisogno: «Vengono tanti disoccupati e migranti» – Video

Sul muro si possono lasciare coperte, giubbotti, guanti, sciarpe, cappelli ma anche libri, spazzolini, saponette, giocattoli e indumenti per bambini

Finalmente un muro che unisce e non un muro che divide. Un muro sul quale lasciare coperte, giubbotti, guanti, sciarpe, cappelli, ma anche libri, spazzolini, saponette, giocattoli e indumenti per bambini.

Il muro della “gentilezza” è stato inaugurato a Milano lo scorso 7 gennaio: è aperto tutti i giorni ed è una risposta «discreta» a chi ha bisogno di una mano, a chi non se la sente di mendicare aiuto. A raccontarlo a Open è Mariangela, una delle anime del collettivo “Tempio del futuro perduto” che ha sede in un edificio occupato.

Un muro per tutti. Per i migranti, quelli che, scappati dalla guerra, sono appena arrivati in Italia e hanno bisogno di una coperta per proteggersi dal freddo. Ma anche per tutti quegli uomini e quelle donne che hanno perso il lavoro o sono alla ricerca di un’occupazione che possa restituire loro una vita libera e dignitosa.

In questo modo, in maniera assolutamente anonima, chiunque può recarsi al muro della “gentilezza” e prelevare un capo o un libro. «Dobbiamo far uscire la gentilezza» e «La gentilezza è marrone come i miei occhi gentili» sono alcuni dei messaggi lasciati da un asilo nido milanese che ha fatto visita al muro.

E tra gli indumenti donati (c’è stata un’ottima riposta da parte della cittadinanza, sopra ogni aspettativa, ndr), ci sono anche due giubbotti per bambini, uno rosa e uno blu, oltre a un abito da cerimonia per uomo. C’è l’imbarazzo della scelta. Insomma, non serve bussare, basta prendere ciò che serve.

Il muro della “gentilezza”, già presente in altri Paesi come Iran, Pakistan, Cina e Svezia, si trova a Milano, a pochi metri dalla Fabbrica del Vapore, in via Luigi Nono 9, vicino al Cimitero Monumentale. A gestirlo è appunto il collettivo “Tempio del futuro perduto”.

Foto e video di Open

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