Capitano Ultimo, il Tar conferma: «Niente scorta»

La revoca è stata decisa nel 2018 dal Viminale e dal Comando operativo interforze

Nessuna protezione per il capitano Ultimo (che per la verità ora capitano non è più visto che nel frattempo è diventato colonnello). Il Tar del Lazio ha deciso di confermare il provvedimento di revoca della scorta, respingendo l’istanza di sospensiva presentata dai suoi legali.

Come ha spiegato l’avvocato di Sergio De Caprio, (ex vicecomandante del Noe nonché nel 1993 colui che arrestò Totò Riina) «il Tar aveva già precedentemente annullato con sentenza un provvedimento di revoca, ma questa volta ha deciso diversamente. Faremo appello al Consiglio di Stato perché riteniamo che permangano le situazioni di pericolo per l’incolumità dell’ufficiale».

Cosa è successo?

Lo scontro sulla scorta al Capitano Ultimo va avanti da quasi due anni.

Il 31 luglio 2018 il Comando operativo di vertice interforze aveva deciso di revocare la scorta a De Caprio, a partire dal 3 settembre successivo, sebbene sulla sua testa continui a pendere la taglia di Cosa nostra che non ha dimenticato l’arresto di Riina. La decisione aveva l’ok del Viminale, allora guidato da Matteo Salvini, che sul tema però non si è mai sbilanciato parlando di valutazioni tecniche.

«I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire – aveva scritto Capitano Ultimo in un tweet dopo aver appreso della decisione -. Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No abbandono, no omertà, no mobbing di Stato».

Un anno dopo, il 25 ottobre, 2019, era arrivato il primo stop da parte del Tar del Lazio.

Ora davanti all’identica decisione, il tribunale amministrativo ha cambiato linea. A questo punto interverrà il consiglio di Stato.

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