Tra gli italiani cala la spinta autoritaria: «Servono soluzioni radicali, non antidemocratiche»

Il 17% degli italiani pensa che ci vorrebbe una dittatura per risolvere i problemi del Paese, mentre il 71% crede nelle riforme democratiche

Cala ancora la spinta per soluzioni forti e antidemocratiche. Secondo l’ultimo sondaggio Swg, a gennaio sono il 17% gli italiani che auspicherebbero a una dittatura di 4-5 anni «per per ripulire a fondo il Paese». Il 3% in meno rispetto ai dati del dicembre 2018.

Cala di un punto anche la spinta per «un governo e un parlamento determinati a fare interventi radicali e progressivi per almeno 10 anni», ma rimane sempre solidamente in testa con il 72% delle preferenze.

La spinta antidemocratica è andata progressivamente riassorbendosi negli anni dal settembre 2014 (dove era al 25%) fino al gennaio 2020. Parallelamente, secondo il sondaggio, è andata crescendo la spinta “riformista”, che è passata da un 61% del 2014 al 71% di questo primo mese del nuovo anno.

La performance migliore per l’approccio democratico si è avuta a dicembre del 2018 (72%), mente il picco degli indecisi c’è stato a gennaio del 2017, quando ben il 16% degli intervistati non era in grado di scegliere tra dittatura e riforme.

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