Morte al Cpr di Gradisca. La denuncia di Magi: «I testimoni sono stati espulsi»

Per il deputato di +Europa, I’uomo sarebbe stato «picchiato ripetutamente da circa 10 agenti nel Centro anche con un colpo d’avambraccio dietro la nuca ed una ginocchiata nella schiena, trascinato per i piedi come un cane»

La morte di Vekhtang Enukidze, sulla quale indaga la procura di Gorizia, ha riacceso i riflettori sullo stato del sistema di accoglienza e detenzione dei migranti e richiedenti asilo in Italia. Sul decesso del 38enne georgiano, la procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario a carico di ignoti. Enukidze ha avuto un malore ed è morto dopo che gli agenti di polizia sono intervenuti per sedare una rissa scoppiata nel Cpr di Gradisca.

Il deputato Riccardo Magi che ha effettuato due visite ispettive all’interno del centro raccogliendo testimonianze dei reclusi e Gianfranco Schiavone, vicepresidente dell’Asgi, che ha seguito la vicenda sin dall’inizio, hanno reso noti alla stampa gli elementi raccolti nel corso delle ultime ore su un caso su cui va fatta con urgenza piena luce poiché presenta aspetti molto più controversi rispetto a quanto inizialmente veicolato dalle dichiarazioni ufficiali.

Il georgiano, riferisce Magi (Radicali), sarebbe stato «picchiato ripetutamente da circa 10 agenti nel Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), anche con un colpo d’avambraccio dietro la nuca ed una ginocchiata nella schiena, trascinato per i piedi come un cane. Morto dopo essere stato riportato nel Centro, al termine di una notte d’agonia. E’ come il caso Cucchi, una persona morta mentre si trovava in custodia dello Stato. Ora bisogna chiarire».

«Il fatto preoccupante – ha aggiunto – è che alcune delle persone con cui ho parlato, egiziani ospiti della struttura, sono stati nel frattempo espulsi». Dopo aver passato un paio di giorni nel carcere di Gorizia, è ancora la ricostruzione del parlamentare, l’uomo il 16 pomeriggio viene riportato nel Cpr.

«Tutti quelli che l’hanno visto – ha osservato – hanno detto che si trovava in condizioni critiche, non si reggeva in piedi. Ha chiesto un intervento medico, ma, man mano che le condizioni si aggravavano, non ha potuto più farlo perché non riusciva a parlare. Nella notte, ha riferito il compagno di stanza, aveva la bava alla bocca ed è caduto dal letto. La mattina era in stato di incoscienza e di lì poche ore sarebbe morto».

La procura

«I testimoni citati dall’onorevole Riccardo Magi sono stati sentiti prima che venissero espulsi – ha detto all’Ansa il procuratore di Gorizia, Massimo Lia – Appena il collega che segue l’inchiesta ha saputo della presenza di possibili ulteriori testimoni oculari e di compagni di detenzione della vittima – ha aggiunto – si è immediatamente recato nel Centro per sentirli prima che venisse attuata la loro espulsione, cioè l’epilogo atteso per chi è ospitato in quelle strutture».

«Per questa ragione, la loro ricostruzione dei fatti, sui quali non entrerò per non violare il segreto istruttorio, è stata raccolta dettagliatamente. Si tratta di quattro persone per le quali c’era l’urgenza di verbalizzare le dichiarazioni proprio perché prossimi a un allontanamento dal territorio nazionale che era stato programmato ed era ormai imminente. Quanto hanno riferito è stato puntualmente acquisito agli atti».

Foto dal profilo twitter di @francescagraz1

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