Mercato chiuso: tra trattative saltate e caso Gervinho

Porte sprangate allo Sheraton: ecco cosa è successo nelle ultime ore

Chi doveva intervenire, come sempre, l’ha fatto a tempo debito, dimostrando ancora una volta che la decisione di accorciare le sedute di mercato (adottata due anni fa) era tutt’altro che campata in aria.

E così l’ultima giornata del calciomercato, che ha chiuso i battenti qualche minuto fa, è stata per molti un buco nell’acqua. Il Milan ha dovuto rinunciare al terzino americano Robinson (non un titolare, comunque). Il giocatore è arrivato a casa Milan per firmare, ma è uscito com’era entrato: da calciatore del Wigan. Il mancato accordo totale tra club (e ulteriori visite mediche da sostenere nelle prossime 72 ore) ha costretto, allora, il Milan a richiamare alla base dal Torino Laxalt, che si era promesso alla Fiorentina.

Anche l’Inter, che però aveva già occupato le caselle mancanti (Young, Moses ed Eriksen), ha provato a prendere Zaza. Accordo fatto col Torino, ma il giocatore ha detto no al prestito secco. I nerazzurri, che hanno comunque Alexis Sanchez ed Esposito come back court di Lautaro e Lukaku, non si stanno strappando i capelli. Non era una priorità.

All’ottimo mercato della Fiorentina, e al trasferimento di Emre Can dalla Juve al Borussia Dortmund (30 milioni di euro con i bonus), si aggiunge il caos Gervinho scoppiato a Parma: del giocatore, D’Aversa dixit, si son perse le tracce. Voleva volare in Qatar, ma il Parma non ha trovato soddisfazione nelle richieste pervenute. Il mercato in uscita è ancora aperto, ma al Tardini ora hanno una patata bollente tra le mani.

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Foto di copertina Ansa