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Svizzera, approvata la legge anti-omofobia con il 63% dei voti

09 Febbraio 2020 - 18:08 Redazione
The president of the EDU Switzerland, Hans Moser, poses on the occasion of the voting event of the No Committee 'Censorship Law No' for the vote on the extension of the anti-racism penal norm, in Beckenreid, Switzerland, 09 February 2020.  ANSA/URS FLUEELER
Era stato invocato un referendum per la revisione di legge che introduce esplicitamente nel Codice penale il divieto della discriminazione basata sull'orientamento sessuale e mira a proteggere le persone Lgbtq+
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Oggi, 9 febbraio, la Svizzera era chiamata a esprimersi sulla legge anti-omofobia. Gli elettori hanno approvato, tramite referendum, una nuova legge che mira a rendere illegale la discriminazione delle persone in base al loro orientamento sessuale. A spoglio terminato, il 63% dei cittadini elvetici si è detto favorevole alla modifica del Codice penale.

La revisione di legge, approvata dal parlamento e appoggiata dal governo, introduce nel Codice il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e, dunque, mira a proteggere le persone Lgbtq+. Si tratta di un’estensione della norma penale che oggi già punisce chi con atti o dichiarazioni discredita pubblicamente una persona o un gruppo di persone sulla base di razza, etnia o religione.

Contro questa legge, l’Unione democratica federale, piccolo partito di matrice cristiana conservatrice, ha lanciato un referendum invocando la libertà d’espressione. «Censura – e attentato – alla libertà di espressione e di coscienza» le parole chiave usate da chi contesta la legge.

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