Coronavirus, che cos’è l’RT, l’indice di trasmissibilità ago della bilancia per le riaperture

Si tratta di un parametro statistico che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva

Tutti ne parlano, ma in pochi saprebbero definire di cosa si stratta esattamente su due piedi. Non serve ricordare la gaffe dell’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera per capire quanta confusione ci sia tra i vari indici di contagio che stanno letteralmente determinando le condizioni della nostra vita sul medio periodo.

Nelle ultime ore l’Istituto superiore di sanità ha espresso parere favorevole dal punto di vista sanitario rispetto all’ipotesi di riapertura dei confini regionali dal 3 giugno, proprio sulla base dell’indice di trasmissibilità Rt «al di sotto di 1». Ma che cos’è davvero questo Rt su cui si basa una scelta che coinvolge milioni di cittadini?

In sostanza, è un parametro statistico che gli esperti – epidemiologi in primis – usano per monitorare l’andamento dell’epidemia e la diffusione del Coronavirus. In particolare, si traduce nel numero medio di persone che ogni malato può contagiare. Per calcolarlo bisogna prendere in considerazione diversi aspetti, tra cui il rispetto delle misure restrittive e il tasso d’infezione della popolazione.

Si tratta dunque di un indice che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Un parametro che si traduce nel numero medio delle infezioni generate da ogni individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento della pandemia.

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