Coronavirus

Che cosa è il Coronavirus?


La famiglia dei coronavirus comprende diversi virus a Rna, come quello della Sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars), ritenuto più vicino al nuovo coronavirus comparso a Wuahn in Cina. Denominato 2019-nCoV, rappresenta un nuovo ceppo, di cui è stato reso noto l’intero genoma. Oggi si continuano a studiare le origini, per capire come sia avvenuto il contagio uomo-uomo e trovare un vaccino il prima possibile.


Segnalato per la prima volta dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) il 31 dicembre 2019, è emerso in tutta la sua pericolosità con l’epidemia di polmonite a Wuhan, nella provincia di Hubei. Oggi si ritiene molto probabile che l’origine del focolaio sia il mercato ittico della città. Inizialmente i casi erano ufficialmente 198, cinque nella capitale, 14 nella provincia di Guangdong e uno a Shanghai. Il 30 gennaio solo in Cina i decessi sono 169, oltre settemila i contagi in tutto il mondo .

Per saperne di più:

Quali sono i sintomi?

Il Ministero ha anche messo a disposizione una Faq, con le risposte alle domande più frequenti. I sintomi variano a seconda del virus, quelli più comuni includono:

  • tosse;
  • mal di gola;
  • naso chiuso;
  • naso che cola;
  • mal di testa;
  • perdita di appetito;
  • febbre oltre 38°;
  • difficoltà respiratorie;
  • infiammazione dei bronchi, della gola e delle mucose nasali;
  • nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

La mappa del contagio

Johns Hopkins University | La mappa del contagio – I dati aggiornati in tempo reale sul virus che si sta diffondendo in tutto il mondo.

Rischi e contagio: le linee guida del Ministero della salute

Il Ministero della salute ha già messo in campo una vera e propria «task-force» di esperti per monitorare la situazione «24 ore su 24». Sono previsti soprattutto controlli negli aeroporti, luoghi particolarmente delicati per quanto riguarda il potenziale rischio che una epidemia si diffonda, ma niente panico. Al momento si stima che il rischio di una diffusione dell’epidemia di polmonite in Europa sia moderato. In Italia maggiore attenzione è stata rivolta all’aeroporto di Fiumicino, dove sono presenti tre voli diretti con Wuhan, a cui si aggiungono le tratte indirette.

«Quelli svolti a Fiumicino hanno dato esito negativo – spiega il Ministro in carica Roberto Speranza – Siamo in stretto contatto con tutte le istituzioni internazionali. Ho sentito più volte personalmente la commissaria europea Stella Kyriakides che sta coordinando le misure a livello comunitario».

L’operazione è stata coordinata in concerto con l’Oms e l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). Inoltre, il Ministero ha diffuso una circolare contenente le linee guida da seguire, destinata soprattutto agli addetti ai lavori.

«La task-force – continua il Ministero – è composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei NAS, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dagli Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico».

Si raccomanda soprattutto al personale sanitario di «adottare le misure standard di biosicurezza», tenendo conto della prevenzione di una «trasmissione per via aerea e per contatto». Così, è fondamentale utilizzare tutti i “ferri del mestiere”: mascherina, camice impermeabile, guanti, eccetera.

Come proteggersi

Non esiste un vaccino e non sappiamo con certezza se è possibile il contagio attraverso le persone, ma sappiamo ch’è possibile. Molto si può fare dal punto di vista della profilassi, seguendo i classici “consigli della nonna”:

  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone;
  • starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso;
  • gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso;
  • evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate.

Soprattutto è fondamentale evitare contatti ravvicinati con chi mostra i sintomi di malattie respiratorie, come avevamo visto nei casi di meningite a Bergamo. Infine – per quanto possa sembrare ovvio – vale la pena ricordarlo: «si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan». Se proprio non si può fare a meno di recarsi nei luoghi dell’epidemia, almeno si eviti la visita di mercati dove vengono esposti «prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi».

Coronavirus FAQ Ministero della Salute

Ministero della salute | Le prime tre risposte della FAQ del Ministero.

Cronologia dell’epidemia

Il nuovo coronavirus, il 2019-nCoV (2019 novel Coronavirus) è responsabile dei casi di polmonite di cui Wuhan rappresenta l’epicentro dell’epidemia. Si ritiene che i 41 casi registrati il 16 gennaio siano dovuti all’esposizione dei pazienti presso il mercato ittico della città, il quale è stato chiuso fin dal primo gennaio.

12 febbraio – Continua l’isolamento dei passeggeri a bordo della Diamond Princes, ma alcuni malati sono stati già trasferiti in ospedale


12:27 – Ospedale Spallanzani, Roma: Tutte le venti persone che sono entrate in contatto con la coppia cinese risultano negativi al test. Il 29 rientrato da Wuhan risulta relativamente in «buone condizioni» e non presenta febbre.


09:00 – Diamond Princes: sulla nave da crociera ancorata in un porto di Yokohama si contano 174 contagi su 3.500 passeggeri. Il loro numero è superiore ai casi accertati in tutto il Giappone. Sappiamo che 65 malati sono stati già trasportati in ospedale. Per gli altri continua l’isolamento.


08:09 – Il ribattezzato Covid19 ha mietuto 1.110 vittime, mentre i casi di contagio ammontano a 45.188. Solo in Cina se ne contano 44.670. La buona notizia è che aumentano anche le guarigioni, che ammontano a 4.850 (2.639 nella provincia di Hubei).

11 febbraio – L’OMS dà un nome al nuovo coronavirus: «Covid19» e si pensa già a un vaccino pronto entro 18 mesi


23:56 – I casi di contagio salgono a 44.200, sono 1110 le vittime.


18:10 – Il 2019-nCoV è stato rinominato dall’Oms Covid19. Si annuncia inoltre che il primo vaccino potrebbe essere pronto entro 18mesi. Difficile però avere certezze in merito.


12:06 – A Hong Kong gli attivisti di Joshua Wong distribuiscono mascherine ai cittadini poveri. Sappiamo però che servono soprattutto a chi è malato per evitare di contagiare gli altri.


11:16 – Secondo l’immunologo americano Anthony Fauci potrebbero esserci i primi test per un vaccino già tra tre mesi. Per arrivare a uno efficace da poter somministrare a tutti occorrerà invece molto più tempo.


11:11 – Due nuovi casi in Vietnam. Sono una donna di 55 anni e sua nupote, una bimba di tre mesi.


06:22 – Viene registrato un primo caso in California. Intanto vengono superati i 42mila contagi, mentre sono più di mille le vittime.

10 febbraio – Tensioni tra Italia e Cina per il blocco dei voli


12:10 – Il Journal of Hospital Infection ha pubblicato uno studio da cui risulterebbe che il nuovo coronavirus possa resistere sulle superfici degli oggetti fino a nove giorni. Tuttavia basano delle misure igieniche di base per ucciderlo.


10:37 – Tensione tra Roma e Pechino: dal 31 gennaio continua il blocco dei voli tra i due paesi. Il governo cinese ci accusa di non essere abbastanza razionali e di non basarci sulla scienza.


08:41 – Secondo il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus i contagi fuori dalla Cina potrebbero essere solo la punta di un iceberg: «Ci sono stati alcuni casi preoccupanti sulla diffusione del 2019nCoV da persone che non hanno fatto viaggi in Cina», afferma in un Tweet. Anche nel resto del Mondo potrebbe esserci quindi una sottostima dei casi.


06:52 – Nella nave da crociera ancorata nel porto di Yokohama risultano ad oggi 130 contagi. In tutto sono a bordo 3700 passaggeri, di cui 35 italiani. Dati gli spazi limitati la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

9 febbraio – Risolto il “mistero” dei turisti cinesi ricoverati a Taiwan dopo una sosta in Italia


23:34 – Si contano oltre 40mila casi. Le vittime sono 904.


13:16 – Su 53 casi sospetti allo Spallanzani, 17 restano ricoverati, 36 sono negativi al test. I casi confermati sono tre.


13:03 – I due turisti cinesi risultati ricoverati a Taiwan dopo un viaggio in Italia, sarebbero stati contagiati durante il viaggio in aereo.


09:22 – Duecento persone, tra cui nove italiani sono atterrati in Inghilterra da Wuhan, presso la base Raf di Brize Norton, nell’Oxfordshire. In tutto in Cina rimangono ancora circa 500 italiani.


06:59 – I casi salgono a 37.198. 811 le vittime. Secondo il Messaggero due turisti cinesi risulterebbero ricoverati a Taiwan dopo aver soggiornato 10 giorni in Italia.

8 febbraio – Cinque nuovi casi in Francia. Negativo l’ultimo caso sospetto allo Spallanzani


23:24 – Il numero di casi supera i 35mila. 803 le vittime.


21:42 – È una donna l’ultimo caso sospetto trasferito allo Spallanzani, ma è risultata negativa.


12:59 – Dalla cittadella militare di Cecchignola viene trasferito allo Spallanzani un altro caso sospetto.


10:37 – Cinque nuovi casi in Francia, tra cui un bambino. Si tratta di cittadini inglesi. In tutto sono 11 i casi registrati nel Paese.


06:28 – Tra le vittime, che salgono a 724, nella città di Wuhan anche un americano e un giapponese. Il conteggio dei casi si avvicina a 35mila.

7 febbraio – Quanto costa un’epidemia? 114mila dollari per i famigliari del “medico eroe” Li Wenliang.


23:29 – Si contrano 31.211 contagi e 717 vittime.


20:46 – Il governo americano ha offerto 100 milioni di dollari alla Cina per sovvenzionare la lotta contro il coronavirus. Intanto sono stati segnalati 4 casi sospetti sulla nave da crociera Royal Caribbean, ancorata in mattinata in un porto del New Jersey.


20:33 – Il governo cinese avrebbe accordato un risarcimento di 114mila dollari ai famigliari di Li Wenliang, il “medico eroe” che segnalò per primo l’epidemia.


15:15 – Momenti di nervosismo tra i 55 italiani rimpatriati dopo il caso del 29enne trasferito allo Spallanzani. Viene prolungata la loro quarantena presso la Cecchignola.


08:15 – Confermato il decesso di Li Wenliang, dopo un falso allarme in cui la sua morte era stata annunciata per sbaglio, le sue condizioni erano comunque critiche. Il medico cinese è stato il primo ad accorgersi dell’epidemia, ma fu costretto ad abiurare, firmando un documento dove sosteneva di essersi sbagliato, diffondendo allarmismo.


06: 31 – I casi di contagio salgono a 31mila. I morti arrivano a 638. Il numero delle persone dimesse dagli ospedali ammonta invece a oltre 1500.

6 febbraio – Terapia sperimentale allo Spallanzani sui coniugi cinesi


14:51 – Terzo caso confermato nel Regno Unito. In Europa contagiati sono in tutto 19. Le vittime salgono a 565, praticamente quasi tutte in Cina.


13:03 – Tra i 56 italiani in quarantena rimpatriati da Wuhan è stato trasferito allo Spallanzani un paziente che presenta sintomi sospetti.


12:15 – I coniugi cinesi ricoverati allo Spallanzani restano stabili. Su di loro si stanno sperimentando due farmaci antivirali: lopinavir e ritonavir, normalmente utilizzati per l’Hiv.


06:14 – Salgono a 28mila i casi di contagio. Sulla nave da crociera Diamond Princess arrivata nella baia di Yokoama sono risultati positivi 20 passeggeri. In tutto i casi di contagio in Giappone sono 45.

5 febbraio – Alla ricerca di «super diffusori» e terapie efficaci


16:22 – Doccia fredda dell’Oms sui farmaci: non esistono ancora terapie note. Stime ottimistiche prevedono almeno otto mesi prima di trovare un vaccina.

15:15 – Intanto le autorità sanitarie cinesi sono impegnate a individuare i «super-diffusori», ovvero malati in grado di trasmettere il virus più velocemente. Si tratta di una azione fondamentale per contenere l’epidemia.


13:48 – Sarebbero stati trovati due farmaci efficaci contro il nuovo coronavirus. Sono informazioni pervenuteci dalla Tv cinese Cgtn. Saranno necessarie però ulteriori verifiche.


12:18 – Sono stabili le condizioni dei coniugi cinesi ricoverati all’Ospedale Spallanzani di Roma.


08:53 – Viene infine stabilità la quarantena a Hong Kong, per tutte le persone provenienti dalla Cina. Il provvedimento viene annunciato dopo uno sciopero del personale medico, unito ad altre proteste.


06:27 – I casi nel mondo superano i 24mila (di questi il 99% in Cina). Le vittime salgono a 493. Anche il numero di persone guarite risulta in crescita: se ne contano 906.

4 febbraio – Tra allarmismo ingiustificato e sinofobia

23:48 – Si contano quasi 24mila casi nel mondo. I decessi salgono a 492.

18:37Primo decesso a Hong Kong a causa del nuovo coronavirus.

16:39 – Vengono sanzionati tre responsabili della Croce Rossa, avrebbero causato fughe di notizie e una cattiva gestione dell’emergenza. L’accusa principale è quella di aver gestito con negligenza le donazioni destinate alla lotta contro il diffondersi dell’epidemia.

14:57 – Pronto il piano di rientro per il diciasettenne rimasto a Wuhan.

13:41 – Amnesty Italia denuncia l’ondata di sinofobia nel paese: «Flussi incontrollati di affermazioni scientificamente infondate», lo afferma il segretario generale dell’Associazione in difesa dei diritti umani Gianni Ruffini.

12:50 – Dall’Ospedale Spallanzani confermano l’aggravarsi delle condizioni di salute dei coniugi cinesi.

11:29 – I casi nel Mondo superano i 20mila. Quattro nuovi casi di contagio a Singapore, tutti del posto, per un totale di 24 casi.

10:00 – La Farnesina conferma che il diciasettenne rimasto a Wuhan risulta negativo.

00:03 – Potrebbe essere già pronto il test europeo per diagnosticare 2019-nCoV. Si è svolto intanto il tavolo dei ministri della Sanità dei paesi del G7, al fine di coordinare i controlli.

3 febbraio – Alle difficoltà in Cina si unisce lo sciopero dei medici di Hong Kong. Comincia l’isolamento degli italiani rientrati da Wuhan

17:52 – Si registrano nove nuovi casi a Pechino. In tutto i casi sono saliti a 17mila, mentre i morti salgono a 362.

16:12 – Quattro governatori del Nord Italia chiedono che il periodo di isolamento venga esteso anche ai bambini provenienti dalla Cina, prima del rientro nelle scuole. La loro lettera congiunta è stata inviata al ministero della Sanità. Ma da parte del Governo «non ci sono motivi per escludere gli alunni dalla scuola».

13:31 – Isolamento degli italiani rientrati da Wuhan all’Ospedale Spallanzani di Roma. La quarantena durerà 15 giorni. Al momento nessuno presenta sintomi. Resta in Cina un diciasettenne con la febbre.

11:20Sciopero dei medici a Hong Kong. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle proteste contro il Governo cinese. Viene chiesta la chiusura delle frontiere col resto del Paese. Sono 15 i casi accertati nell’ex protettorato britannico.

09:58 – La Cina chiede aiuto: «Abbiamo urgente bisogno di maschere mediche, di tute protettive e di occhiali protettivi», l’appello del portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying.

06:15 – Giungono intanto i primi dati riguardo alle persone guarite: sono più di 400. I dati vengono riportati in tempo reale dalla Johns Hopkins University.

06:02 – I casi salgono a 17300, mentre si contano 362 vittime.

00:05 – Sono più di 14mila i casi di contagio nel Mondo. Le vittime salgono a 360 (56 decessi in un giorno).

2 febbraio – Isolato il coronavirus anche in Italia

12:55 – Il numero di contagi in Europa sale a 20. Due nuovi casi in Germania, di rientro da Wuhan.

12:23 – Il virus è stato isolato anche in Italia. Lo annuncia il ministro della salute Roberto Speranza. Il merito va al lavoro di tre ricercatrici italiane dell’Ospedale Spallanzani di Roma. L’isolamento del virus è importante per poterlo studiare e concorrere alla creazione di un vaccino.

01:17 – La Cina avrebbe tentato di nascondere l’allarme sanitario nel primo mese dell’emergenza. Lo rivela il New York Times. Attraverso diverse testimonianze di medici ed esperti, il quotidiano americano ricostruisce come Pechino avrebbe impedito che venisse lanciato l’allarme.

00:25 – I casi nel mondo superano i 13mila. Il conteggio dei morti sale a 305.

1 febbraio – La Cina alle strette: mancano le forniture mediche. Intanto un giornalista italiano scopre una falla nei controlli di frontiera

16:30 – Ombre sulla integrità dei controlli in Italia: il giornalista Cristiano Bernacchi è riuscito a eludere i controlli, rientrando dalla Cina attraverso il Laos.

15:27 – Le indiscrezioni riguardanti la scarsità forniture mediche in Cina sono confermate. Secondo la stampa cinese il premier Li Keqiang avrebbe telefonato a Ursula von der Leyen per chiedere l’invio di forniture.

12:12Confermato il primo caso in Spagna. In tutto sono 18 i contagiati in Europa. Le compagnie aeree Iberia e British Airways hanno intanto sospeso i voli per la Cina.

09:40 – Anche in Australia viene imposto il blocco all’ingresso di tutti gli stranieri provenienti dalla Cina. Questa misura cautelare durerà per 15 giorni. Restrizioni simili anche in Russia, Centro America e Paesi asiatici.

06:28 – Nature valuta due scenari possibili riguardo alla propagazione del nuovo coronavirus. Le proiezioni più pessimiste oscillano dai 39mila ai 190mila casi. Il maggiore pericolo riguarda la possibilità che il virus muti ulteriormente, diventando più forte. Ci si interroga anche sulle ragioni per cui i bambini non risultano esserne colpiti.

31 gennaio – Confermati i primi due casi in Italia: sono una coppia di turisti cinesi

23:41Superati i 10mila casi. I morti sono 258. Parliamo di oltre 1300 casi in più in 24 ore.

23:20Settimo caso confermato in California. Intanto è stato vietato negli Stati Uniti l’ingresso a tutti i cittadini stranieri provenienti dalla Cina. Per i cittadini americani sarà imposta invece una quarantena di 14 giorni.

15:59 – Confermati i primi due casi in Italia. Si tratta di una coppia di turisti cinesi. Secondo Giuseppe Ippolito dell’Ospedale Spallanzani «Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi», in apparente contrasto con quanto era emerso riguardo la trasmissibilità da asintomatici.

11:50 – Il Consiglio dei ministri decreta lo stato d’emergenza di sei mesi, con uno stanziamento di fondi di 5 milioni di euro.

10:52 – Confermati i primi due casi nel Regno Unito. Si tratta di due parenti risultati positivi al virus. Al momento le autorità hanno preferito non rendere noto da dove provenissero.

07:53 – La Corea del Sud conferma 11 casi di contagio. Intanto sono rientrati in aereo dalla provincia di Hubei 367 sudcoreani.

05:46 – Il numero di casi nel Mondo sale a 8900. 213 i morti.

30 gennaio – In Cina i morti per infezione da Coronavirus sono 170, nel mondo quasi 7000 i nuovi contagi

16:23 – I casi confermati fuori dalla Cina:

  • 14 in Thailandia;
  • 11 in Giappone;
  • 10 a Singapore;
  • 8 a Taiwan;
  • 7 in Australia, Malesia e Macau;
  • 5 in Francia e negli Stati Uniti;
  • 4 nella Corea del Sud, in Germania e negli Emirati Arabi Uniti;
  • 3 in Canada;
  • 2 nel Vietnam;
  • 1 in India, Filippine, Nepal, Cambogia, Sri Lanka e Finlandia.


12:09 – La donna cinese ricoverata a Lecce è risultata positiva ad un’altra infezione.


11:21 – Su indicazione di Vladimir Putin la Russia decide di chiudere le frontiere con la Cina.


09:18 – A Wuhan 59 italiani hanno deciso di tornare in Italia, parte oggi il volo organizzato dalla Farnesina per il rimpatrio.


05:45 – Nella provincia dell’Hubei, focolaio dell’infezione da coronavirus, 300 contagiati sono in condizioni critiche.


05:45 – 1000 nuovi casi di contagio registrati nella provincia dello Hubei. Ikea chiude i negozi in Cina.


00:44 – I nuovi casi registrati nella provincia dello Hubei sono stati 1.032, in calo rispetto ai 1.459 di due giorni fa e ai 2.077 di lunedì.


00:15 – Una donna cinese si è presentata al pronto soccorso di Lecce con sintomi compatibili con l’epidemia di Coronavirus, l’istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma dovrà verificare che sia un caso di coronavirus 2019-nCoV.

29 gennaio – Alcune grandi compagnie aeree sospendono i collegamenti con la Cina. Nuovi casi negli Emirati Arabi Uniti e in Germania

21:30 – Confermato il quarto caso di contagio in Francia: è la figlia del paziente registrato come quarto caso, un turista cinese ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Bichat di Parigi.

16:50 – Anche le compagnie aeree British Airways e Lufthansa sospendono i voli da e per la Cina. Negli Stati Uniti lo stop di tutti i voli con la Cina è ancora in discussione.

16:12 Il ministero della Salute ha diramato una nota per confermare che tutti i casi sospetti in Italia sono negativi. Domani partirà il volo organizzato dal ministero degli Esteri per il rimpatrio degli italiani bloccati a Wuhan.

15:43 – Salgono a 4 i casi di contagio accertati negli Emirati Arabi Uniti, tra loro anche una bimba di nove anni. Si tratterebbe di una famiglia di turisti cinesi. «La loro condizione è stabile», secondo fonti vicine al Ministero della salute.

12:50 – L’unità di crisi della Farnesina ha organizzato un volo con a bordo personale specializzato, in modo da reimpatriare gli italiani bloccati a Wuhan. Al loro rientro dovranno essere sottoposti a un protocollo sanitario stabilito dal Ministero della salute.

06: 45I decessi in Cina salgono ufficialmente a 132. I casi salgono in tutto a 5974, di cui 840 solo a Wuhan. Intanto gli Emirati Arabi Uniti confermano il loro primo caso di contagio. I contagi superano quelli della Sars, ma l’incremento del numero dei casi rallenta.

28 gennaio – Nuovi casi in Germania e Giappone: non erano stati recentemente in Cina. Confermati il secondo caso in Canada e il quarto in Francia

22:15 – Tre nuovi casi accertati in Baviera, tutti collegati al primo. Lo conferma un portavoce del ministero della Salute del land di Monaco. La United Airlines sospenderà i voli da diverse località cinesi verso gli Stati Uniti: principlamente Pechino, Shanghai e Hong Kong.

19:07 – Quarto caso confermato in Francia: un anziano cittadino cinese, le cui condizioni sono state ritenute gravi. Si attendono 250 cittadini francesi di ritorno da Wuhan per domani.

18:17 – Un altro indizio indicherebbe che le cifre pervenuteci dalla Cina potrebbero essere sottostimate. L’infermiere italiano e il medico cinese, Francesco Barbero e Xiaowei Yan, che hanno operato a Wuhan, raccontano di kit per le diagnosi limitati e usati solo per i casi più gravi.

17:30 – L’agenzia Reuters conferma anche il caso della moglie del primo canadese infetto. Restano sotto indagine gli altri 19.

17:18 – Sia in Germania che in Giappone è stato accertato un caso di contagio in cui il paziente non è stato in Cina. Questo confermerebbe quanto scoperto recentemente, riguardo alla possibilità di un contagio tra persone anche in assenza di sintomi.

27 gennaio – Primo caso accertato di nuovo coronavirus in Canada

Lo confermano le autorità sanitarie dello stato del Ontario. Anche la moglie del paziente potrebbe aver contratto la malattia. Altri 19 casi sospetti restano sotto osservazione. La notizia è stata confermata a seguito dei test del National Microbiology Laboratory di Winnipeg.

«Funzionari della sanità pubblica affermano che il marito della donna aveva manifestato lievi sintomi durante il suo volo da Guangzhou a Toronto – riporta il National Post – nonostante le misure di “rilevamento” in aeroporto».

24 gennaio – Trasmissione uomo-uomo possibile anche tra pazienti asintomatici


Come riporta la Fondazione Veronesi, il nuovo coronavirus sarebbe «meno aggressivo della Sars». Ciò che preoccupa oggi non è tanto la sua letalità, quanto l’ormai accertata trasmissione del virus da uomo a uomo, senza un necessario contatto diretto con animali. Un nuovo studio pubblicato su The Lancet e rilanciato dal virologo Roberto Burioni su MedicalFacts, mostra come il contagio sia possibile anche a partire da infetti che non presentano ancora i sintomi, particolare che rende più difficile il suo contenimento.

I ricercatori riportano il caso di una famiglia cinese in cui sei membri su sette sono stati infettati, compreso un bimbo di dieci anni, testato per motivi precauzionali. Pur non presentando sintomi risultava comunque ospitare il virus. Questo aggiunge una preoccupazione in più. Anche nei casi di Sars vennero riscontrati pazienti asintomatici, ed erano piuttosto rari.

23 gennaio – Nuovo studio fa luce sulle origini del coronavirus

Un recente studio cinese suggerisce la possibilità che il vettore del contagio possano essere i serpenti [conclusione poi smentita dagli esperti], grazie a una mutazione avvenuta a partire da un altro coronavirus – al momento ignoto – e un altro conosciuto, proveniente dai pipistrelli.

«L’attuale epidemia di polmonite virale nella città di Wuhan – spiegano i ricercatori – è stata causata da un nuovo coronavirus designato 2019-nCoV dall’Organizzazione mondiale della sanità, come determinato sequenziando il genoma dell’RNA virale.

Molti pazienti iniziali sono stati esposti ad animali selvatici nel mercato all’ingrosso del pesce di Huanan, dove venivano venduti anche pollame, serpenti, pipistrelli e altri animali da allevamento. Per determinare il possibile serbatoio di virus, abbiamo effettuato un’analisi e un confronto di sequenze complete in combinazione con un’analisi delle frequenze relative di uso dei codono (RSCU) tra diverse specie animali per la sequenza di 2019-nCoV.

I risultati ottenuti dalle nostre analisi suggeriscono che il 2019-nCoV sia un virus ricombinante tra un coronavirus di pipistrello e un coronavirus sconosciuto. La ricombinazione si è verificata all’interno della glicoproteina virale S, che riconosce il recettore sulla superficie cellulare.

Inoltre, i nostri risultati suggeriscono che i serpenti sono il serbatoio animale più probabile per il 2019-nCoV, in base al bias RSCU tipico dei serpenti più che di altri animali. [Tesi ritenuta infondata dagli esperti, Nda]

Nel loro insieme, i nostri risultati suggeriscono che la ricombinazione omologa all’interno della glicoproteina S potrebbe contribuire al salto di specie di 2019-nCoV dal serpente all’uomo».

CNN | Immagine attribuita al mercato ittico di Wuhan.

Sarebbe avvenuta quindi una «ricombinazione» nel Rna, tra il coronavirus del pipistrello e un altro ancora ignoto, che potremmo effettivamente definire “misterioso”. Il mercato del pesce di Huanan sarebbe l’ambiente ideale per dar luogo alla mutazione. Oltre al pesce è possibile trovare pollame, serpenti, pipistrelli e altre specie da allevamento. Tale ricombinazione, avvenuta nella «glicoproteina virale S», avrebbe quindi permesso il «salto di specie», portando al contagio dagli animali alle persone. I ricercatori sono arrivati a questi risultati grazie all’analisi di 272 sequenze genomiche di coronavirus, da diverse regioni e specie.

Il coronavirus di Wuhan forma un gruppo distinto rispetto a quello della Sars, comparso per la prima volta nel 2002 e poi diffusosi in 37 Paesi, causando un anno dopo un «focolaio globale legato ai viaggi», come lo definiscono i ricercatori, con un «tasso di mortalità del 9,6%». Gli autori dello studio hanno avuto conferma dell’esistenza di un altro coronavirus – al momento sconosciuto – analizzando i nucleotidi «21500-24000» del genoma. In nessun database è stata trovata una corrispondenza. Quindi, i ricercatori hanno dedotto la provenienza da un «genitore ancora sconosciuto».

Nature | Un articolo mette in luce i dubbi e le critiche della Comunità scientifica, sull’ipotesi che il nuovo coronavirus possa essersi originato nei serpenti.

22 gennaio – Pandemia o epidemia? La dichiarazione del Direttore generale dell’Oms

Detta in maniera molto semplificata, una pandemia riguarda un aumento dei casi di contagio in diversi paesi nel Mondo, mentre una epidemia è circoscritta in una determinata area. La differenza può essere sottile, ma è importante. A proposito dei dubbi sollevati in seno all’Oms, il direttore generale dell’Organizzazione risponde invitando alla prudenza:

«Non facciamo errori. Questa è un’emergenza in Cina, ma non è ancora diventata un’emergenza sanitaria globale. Anche se potrebbe diventarla. La valutazione del rischio dell’OMS è che l’epidemia è un rischio molto elevato in Cina e un rischio elevato a livello regionale e globale.

Sappiamo che tra quelli infetti, un quarto dei pazienti ha avuto una malattia grave. Sappiamo che la maggior parte di coloro che sono morti hanno patologie di base come ipertensione, diabete o malattie cardiovascolari che hanno indebolito il loro sistema immunitario.

Sappiamo che esiste una trasmissione da uomo a uomo in Cina, ma per ora sembra limitata ai gruppi familiari e agli operatori sanitari che si prendono cura dei pazienti infetti. Al momento, non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina, ma ciò non significa che non accadrà».

17 gennaio – La Cina mente sul reale numero dei casi? I dubbi dell’Imperial College di Londra

Attraverso un confronto con casi simili verificatisi fuori dalla Cina, i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno riscontrato che, rispetto al previsto, le cifre riportate inizialmente da Pechino sarebbero risultate piuttosto ridotte. Gli autori hanno stimato quindi 1723 casi con sintomi associabili al coronavirus. Si tratta di risultati basati sull’interpretazione delle statistiche note, in relazione a diversi fattori.

Innanzitutto si fa notare la presenza di un aeroporto internazionale, con una utenza media di 19 milioni di persone, e un volume di viaggi internazionali negli ultimi mesi pari a 3301 passeggeri al giorno. Inoltre va tenuto conto del ritardo medio di 10 giorni tra l’infezione e il suo manifestarsi. Nella loro conclusione i ricercatori hanno ritenuto quindi probabile, che l’epidemia riguardasse molti più casi, questo però non implica necessariamente che la Cina abbia mentito, semplicemente molti casi non sarebbero stati conteggiati.

«Le stime presentate – continuano i ricercatori – suggeriscono che la sorveglianza dovrebbe essere ampliata per includere tutti i casi ospedalizzati di polmonite o grave malattia respiratoria nell’area di Wuhan e in altre città cinesi ben collegate».

13 gennaio – Pubblicato il genoma del nuovo coronavirus

Le autorità sanitarie cinesi hanno reso noto il genoma del nuovo coronavirus. Stando a quanto emerge dalle analisi genetiche, risulta strettamente correlato a quello della Sars. I coronavirus sono una grande famiglia, solo alcuni interessano gli esseri umani, gli altri colpiscono gli animali, in special modo cammelli, gatti e pipistrelli. Raramente i coronavirus evolvono passando dagli animali alle persone. In tutti i casi quella animale è comunque la fonte primaria più probabile, mentre non siamo ancora certi di un [ è possibile il ] contagio tra persone.

Controversie su natura e origini del Coronavirus

28 gennaio – Secondo il virologo di fama mondiale Roberto Burioni i dati sui contagi in Cina sarebbero sottostimati: «Come già accaduto ai tempi della SARS, le notizie affidabili non arrivano dalla Cina, ma da altri Paesi». Anche secondo il presidente della facoltà di medicina dell’Università di Hong Kong Gabriel Leung, i dati che ci arrivano da Pechino dovrebbero essere molto più alti. Questo è in linea anche con quanto emerso dal noto studio dell’Imperial College di Londra.

27 gennaio – Dany Shoham viene contattato dai debunker del circuito di Poynter, ai quali smentisce di aver indicato in un laboratorio segreto le origini dell’epidemia:

«L’intero evento potrebbe ovviamente essere del tutto naturale, ed è così che sembra essere in questo momento. Sono necessarie ulteriori informazioni sull’origine del virus».

24 gennaio – Un team di ricercatori pubblica suThe Lancet uno studio dove si avanzano dubbi sulle esatte origini dell’epidemia. Dalle analisi dei 41 casi registrati il 16 gennaio, 13 sembrano non essere stati al mercato ittico di Wuhan. Inoltre i famigliari del primo paziente riconosciuto nel dicembre 2019, non hanno riportato sintomi. Questo significa che i primi casi potrebbero essere comparsi già a novembre.

Il Washington Times pubblica le dichiarazioni di un esperto di guerra batteriologica, Dany Shoham. Dalle sue affermazioni diverse testate traggono la conclusione che il coronavirus possa aver avuto origine da un laboratorio segreto per la guerra «chimica» o biologica.

23 gennaio – Ewen Callaway e David Cyranoski riportano su Nature le critiche di diversi esperti, riguardo alla possibilità che i serpenti possano essere stati il tramite del passaggio dai pipistrelli agli umani. Questo genere di coronavirus non dovrebbe essere in grado di contagiare i rettili. Secondo David Robertson, virologo dell’Università di Glasgow «nulla supporta il coinvolgimento dei serpenti».

20 gennaio – Secondo Wang Yuedan, professore di immunologia presso la School of Medicine dell’Università di Pechino, il forte incremento dei casi indicava già una possibile trasmissione del coronavirus direttamente tra esseri umani.

17 gennaio – Il Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra ha sollevato dubbi sui numeri del contagio, pervenutici dalle autorità cinesi. Avrebbero dovuto essere – secondo le loro stime – oltre 1700.

Bufale e tesi di complotto

Le bufale e tesi di complotto sul nuovo coronavirus sembrano indirizzati – più o meno consapevolmente – ad alimentare la dissonanza cognitiva delle persone. Dati due fatti contrastanti, di cui uno forte e l’altro debole, si tende a bilanciare il secondo. Com’è possibile, che una potenza come la Cina si lasci sfuggire una epidemia simile, nonostante la presenza di un laboratorio all’avanguardia nei pressi del focolaio principale? Deve essere sfuggito a un piano segreto di guerra chimica o biologica; oppure il virus era già noto, e sarebbe stato già brevettato un vaccino.

Al solito il ruolo dei social network nel diffondere la disinformazione è stato piuttosto rilevante. Si ipotizzano responsabilità anche da parte del governo cinese. Al centro della cospirazione ci sarebbe anche Bill Gates, attraverso la fondazione filantropica fondata assieme a sua moglie. Oltre a lui anche altri illustri ospiti del Worl Economic Forum di Davos in Svizzera, come Greta Thunberg e Verena Brunschweiger, quest’ultima aveva proposto di fare meno figli, così da impattare meno sul Riscaldamento globale.

Questo – secondo i complottisti – dimostrerebbe l’esistenza di un piano per ridurre la popolazione, attraverso il nuovo coronavirus e la promozione dei vaccini. Tutte queste tesi, prive di fonti concrete a supporto, sono state smentite dai fatti. Com’è possibile che il virus fosse già noto e ne esista un brevetto, se il genoma è già noto e di pubblico dominio? Perché nessuno dei ricercatori che in tutto il Mondo cercano una spiegazione sulla sua origine non ha trovato indizi di una origine “artificiale”? Se non si può rispondere coi fatti a queste domande, meglio tacere.

Fake news

Bill Gates Coronavirus
Bill Gates tra i principali cospiratori che avrebbero provocato l’epidemia a Wuhan, secondo i complottisti.

Per approfondire:

Foto di copertina: Wikipedia/Un esempio di coronavirus.

Testo di Juanne Pili