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Coronavirus, lo studio: sopravvive sulle superfici inanimate fino a 9 giorni

10 Febbraio 2020 - 12:10 Redazione
epa08171254 Cambodian students clean their hands with alcohol as a means of prevent?ing the spread of coronavirus at a school in Phnom Penh, Cambodia, 28 January 2020. Cambodian Health authorities discovered an a Chinese national infected with the coronavirus in Sihanouk province, Health Minister Mam Bunheng said. According to media reports, coronavirus, which in severe cases causes pneumonia, killed 106 people in China and infected at least 4,500. Governments around the world are taking preventative measures to health the spread of the virus.  EPA/MAK REMISSA
In compenso il virus non è molto resistente e bastano detergenti a base di candeggina o disinfettanti a base di alcol o acqua ossigenata per ucciderlo
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Il Coronavirus può rimanere infettivo sulle superfici degli oggetti a temperatura ambiente fino a 9 giorni: è quanto messo in luce da una revisione di studi pubblicata sul Journal of Hospital Infection. Lo studio comparato rivela che in compenso il virus non è molto resistente e bastano detergenti a base di candeggina o disinfettanti a base di alcol o acqua ossigenata per ucciderlo.

I ricercatori della University Medicine Greifswald, in Germania, hanno rivisto la letteratura su tutte le informazioni disponibili sulla persistenza dei coronavirus umani e animali su superfici inanimate e sulle strategie di inattivazione con agenti biocidi utilizzati normalmente per la disinfezione chimica nelle strutture sanitarie.

L’analisi di 22 studi rivela che i coronavirus umani come quello della sindrome respiratoria acuta grave (Sars), della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) o i coronavirus umani endemici (HCoV) possono persistere su superfici inanimate come metallo, vetro o plastica fino a 9 giorni, ma possono essere inattivati in modo efficiente nel giro di un minuto attraverso procedure di disinfezione delle superfici con alcol etilico (etanolo al 62-71%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%).

«Poiché non sono disponibili terapie specifiche per 2019-nCoV – concludono i ricercatori, guidati da Günter Kampf – il contenimento precoce e la prevenzione di un’ulteriore diffusione saranno cruciali per fermare l’epidemia in corso».

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