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Tutto quello che c’è da sapere sull’obbligo vaccinale contro Covid-19

Chi può deciderlo e come? Sono previste sanzioni per chi non vuole vaccinarsi? In caso, si può fare ricorso al Tar? Ecco tutte le risposte ai vostri dubbi

Lo Stato può imporre la vaccinazione contro il Covid. E lo sa bene il governo Draghi che sta prendendo tempo per capire cosa fare nei prossimi mesi. Se usare il pugno duro o provare, ancora una volta, a convincere gli scettici. La ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, ad esempio, non ha escluso il ricorso all’obbligo vaccinale: «Se dovessimo giudicare irraggiungibile la copertura dell’80 per cento della popolazione non vedrei alternative», ha detto. La decisione, però, «spetta al Parlamento». Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si può attendere fino al 15 settembre, poi si agisce e si impone la vaccinazione. Insomma, non c’è più tempo da perdere. Ma si può davvero imporre un trattamento sanitario? Si può imporre a una persona di sottoporsi al vaccino anche se questa preferirebbe non farlo? La risposta è «sì» ed è contenuta nella nostra Costituzione che all’articolo 32 recita: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». La legge, dunque, prevede la possibilità di imporre un trattamento sanitario nell’interesse collettivo. Legge che deve essere approvata dal Parlamento. Quello che non è permesso, invece, è che il trattamento sanitario non «rispetti la persona umana». Dunque, il vaccino anti-Covid – visto che serve a proteggere la collettività da un virus che ad oggi ha fatto quasi 130 mila morti – si può imporre, con buona pace dei no vax. Dal ministero della Salute, intanto, ci fanno sapere che l’obbligo vaccinale «non è un tema di queste ore»: «Stiamo spingendo sulla campagna vaccinale. Aspettiamo di vedere come va, almeno fino al 30 settembre. Poi faremo le nostre valutazioni».


Ecco perché il vaccino si può imporre

A confermare che l’obbligo vaccinale è più che legittimo è addirittura la Corte costituzionale con la storica sentenza n. 5 del 2018 in cui, riassumendo, viene sostenuto con forza che il trattamento sanitario obbligatorio è possibile se serve «non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri». Si deve prevedere, inoltre, che il trattamento sanitario – in questo caso il vaccino anti-Covid – «non incida negativamente sullo stato di salute di colui che è obbligato, salvo che per quelle sole conseguenze che appaiano normali e, pertanto, tollerabili», come i più banali effetti collaterali del vaccino anti-Covid (febbre, dolori articolari o mal di testa, tra i sintomi più comuni) e che, nell’ipotesi di un danno ulteriore, sia prevista «una equa indennità in favore del danneggiato». Insomma che il vaccinato danneggiato sia risarcito. Dunque, dal punto di vista giuridico, le carte – per il governo italiano, in caso di obbligo vaccinale – sembrano essere in regola. Quello che sta spingendo il governo a prendere tempo, a trovare una soluzione alternativa, almeno per il momento, è forse il pericolo che sull’obbligo vaccinale in Aula si possa scatenare una vera e propria guerra.


Serve una legge del Parlamento ma il centro-destra è spaccato

Per imporre l’obbligo vaccinale, infatti, servirebbe una legge votata dal Parlamento. Ma in Aula ci sono davvero i numeri per una legge così impopolare, alla luce delle centinaia di manifestazioni di no vax in tutta Italia? E soprattutto una legge sull’obbligo vaccinale rischierebbe di far cadere il governo? Se da una parte ci sono Forza Italia e Pd che si dicono favorevoli, dall’altra c’è Matteo Salvini (e quindi la Lega) che chiude subito a ogni possibilità dicendosi contrario a «qualsiasi tipo di obbligo, multa e costrizione». «Sono sempre per la libertà, anche per la libertà di cura», tuona il leader del Carroccio. Un no secco che mette in imbarazzo il governo Draghi e che si scontra con il sì della ministra forzista Mariastella Gelmini. Dunque un centro-destra più che spaccato, e senza una soluzione che possa accontentare tutti.

Obbligo vaccinale (per ora) solo per i sanitari. Ecco le altre categorie “a rischio”

Nelle prossime settimane, dunque, si deciderà una volta per tutte se imporre o meno l’obbligo vaccinale a tutti o estenderlo solo ad alcune categorie, magari quelle più esposte e a rischio. Gli unici finora a essere stati “costretti” a vaccinarsi sono stati i sanitari: chi non lo ha fatto ha già ricevuto la lettera di diffida, in alcuni casi si è già provveduto al trasferimento ad altra mansione o alla sospensione dal lavoro (come nel caso di Siracusa). In bilico ci sono anche i lavoratori della scuola in vista del rientro a settembre: gran parte dei docenti si è vaccinato, altri restano ancora reticenti ma non si può mettere in pericolo la salute dei ragazzi e delle loro famiglie. Non si esclude anche un’estensione dell’obbligo vaccinale a chi lavora negli uffici pubblici ma al momento non ci sono certezze.

Ricorsi al Tar dei non vaccinati: tutti respinti, hanno torto

L’unica cosa certa è che finora tutti i ricorsi del personale sanitario non vaccinato sono stati respinti. Il motivo? Prevale l’interesse pubblico. Dunque lo Stato può imporre l’obbligo vaccinale ai sanitari (fatto con un decreto legge che prevedeva la sospensione della retribuzione fino al 31 dicembre 2021) e le aziende sanitarie possono sospenderli. Lo dicono chiaramente le sentenze dei tribunali, del TAR e dei tribunali del lavoro. Nessuna possibilità di vittoria, dunque, per i tanti medici, infermieri, biologi, psicologi, veterinari e operatori sociosanitari che hanno presentato ricorso in questi mesi. Ma, adesso, archiviate le categorie ritenute più a rischio (come i sanitari o chi ha contatti diretti con il pubblico), cosa succederebbe se l’obbligo vaccinale venisse davvero esteso a tutti indistintamente? Coloro che non vorranno vaccinarsi a cosa andrebbero incontro?

I no vax rischiano una sanzione economica

Sarà la legge a deciderlo, ma al momento nulla è stato stabilito né sono circolate bozze. Il governo deve ancora decidere se passare dalle parole ai fatti, e dunque ipotizzare l’obbligo vaccinale verosimilmente dalla fine dell’anno. È probabile, però, che nella legge venga inserita una sanzione economica che i no vax saranno chiamati a pagare qualora decidessero di non vaccinarsi. Questo, in realtà, già accade nel nostro Paese con le vaccinazioni obbligatorie (10 in tutto) per i bambini. Chi si rifiuta di sottoporre il proprio figlio alle vaccinazioni obbligatorie – o ai loro richiami vaccinali – va incontro a una multa da 100 a 500 euro oltre all’impossibilità di iscrivere il piccolo a nidi e scuola dell’infanzia, sia pubblici che privati. La regola non vale, invece, per la scuola dell’obbligo. E, invece, gli altri Paesi come si stanno comportando? Chi sta imponendo l’obbligo vaccinale? In Europa nessuno, nel resto del mondo qualcuno (ma sono ancora pochissimi).

Cosa succede negli altri Paesi: chi impone l’obbligo vaccinale?

In Europa l’obbligo vaccinale resta ancora un’utopia. Nessuno obbliga i cittadini a vaccinarsi – tranne nel caso delle categorie più a rischio, come i sanitari – ma si limita notevolmente la vita dei non vaccinati (grazie al Green pass). Insomma, si va a piccoli passi. In Grecia, ad esempio, è scattato l’obbligo vaccinale per chi lavora nelle case di cura (lo stesso vale per l’Inghilterra) e per tutti gli altri operatori sanitari, esattamente come in Francia dove, tra l’altro, chiunque voglia entrare in un cinema o salire su un treno dovrà mostrare la certificazione della vaccinazione (o comunque un test negativo). Insomma l’Europa si gioca ancora la carta del Green pass e spera di tenere a bada la curva epidemiologica senza fare troppo pressing sui cittadini. I più duri, invece, sono Arabia Saudita, Indonesia e Turkmenistan. L’Arabia Saudita, ad esempio, ha introdotto il sistema «no jab, no job», ovvero «niente lavoro senza vaccino», così da imporre la vaccinazione a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. L’Indonesia ha minacciato i no vax con multe fino a 5 milioni di rupie, ovvero 391 euro (tantissimo, considerato lo stipendio medio nel Paese) mentre il Turkmenistan dal 7 luglio ha reso obbligatoria la vaccinazione anti-Covid per i residenti di età pari o superiore ai 18 anni.

Foto in copertina di repertorio: AFP/Kena Betancur

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