Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniScontriUcraina
TECNOLOGIAFranciaGlitchSessismoVideogiochiViolenza sulle donne

Il #MeToo dei videogame: Ubisoft allontana altri tre dirigenti dopo le accuse di sessismo

12 Luglio 2020 - 19:44 Valerio Berra
epa07639861 The Ubisoft logo appears in the hallway of the Orpheum Theatre during the Ubisoft press conference in Los Angeles, California, USA, 10 June 2019. This event takes place prior to the Electronic Entertainment Expo (E3) conference, which will take place from from 11 to 13 June.  EPA/ADAM S DAVIS
Due uomini chiave erano già stati allontanati negli scorsi giorni dopo le testimonianze di alcuni dipendenti secondo i quali il clima di lavoro è ricco di sessismo, ai limiti della violenza
Google Preferred Site

Rayman, Prince of Persia, Assassin’s Creed, Rainbow Six e Just Dance. Tutti giochi che hanno avuto, e in alcuni casi stanno avendo, parecchia fortuna nelle vendite. Tutti giochi prodotti da Ubisoft, il colosso videoludico francese che sta facendo i conti con uno scandalo di proporzioni tali da aver portato l’azienda ad allontanare tre dirigenti.

Negli ultimi giorni il quotidiano francese Libération ha cominciato a pubblicare le testimonianze di diversi dipendenti che denunciavano il clima in cui si lavorava nella sede dell’azienda a Montreuil, comune alle porte di Parigi. Un clima che, riportano i dipendenti sentiti dal quotidiano, era ricco di sessismo, ai limiti della violenza.

Il vicepresidente Tommy François e gli altri dirigenti allontanati

L’uomo indicato come principale responsabile di questa situazione è Tommy François, vicepresidente editoriale. Diverse testimonianze hanno condannato il suo atteggiamento verso le donne, vittime di molestie fisiche e verbali. Insieme a un altro dirigente, Maxime Béland, Tommy François era già stato allontanato dall’azienda lo scorso 26 giugno.

Nella notte tra sabato e domenica, Ubisoft ha comunicato che altri tre dirigenti hanno subìto la stessa procedura: Serge Hascoet, Cécile Cornet e l’uomo a capo della divisione canadese Yannis Mallat. Il ceo, e fondatore, Yves Guillemot ha commentato così tutta la vicenda: «Ubisoft non è stata in grado di garantire ai suoi collaboratori un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo, e questo non è accettabile».

Leggi anche: