Caso Genovese, parlano un’altra vittima e una testimone: «C’era cocaina come in un self-service. Si offendeva se non la prendevi» – Il video

Dopo l’arresto per le violenze avvenute a metà ottobre nel suo attico di Milano, l’imprenditore è stato accusato di aver stuprato altre due ventenni

Sono ora sei le ragazze ad aver accusato Alberto Genovese di stupro. Prima della denuncia della modella di 18 anni, violentata a casa dell’imprenditore, a Milano, tra il 10 e l’11 ottobre, il fondatore di Facile.it avrebbe abusato di altre vittime. Sono le stesse ragazze ad aver raccontato la loro storia in un’intervista esclusiva a Non è l’Arena su La 7. Entrambe hanno deciso di denunciare solo a dicembre. La prima, una ragazza di 20 anni, ha dichiarato di aver sospettato di essere stata stuprata perché provava forti dolori: «Spero che tutto questo possa servire a tante altre», ha detto.


Come confermato dalle telecamere degli inquirenti, nel superattico milanese succedeva di tutto. E lo confermano anche loro: «La cocaina era ovunque, era come un self-service». Ma, «non si percepiva alcun pericolo», spiegano. Una di loro, una ragazza di 22 anni, anche lei vittima dell’imprenditore nelle stanze da letto di «Terrazza Sentimento», aveva trascorso a luglio anche qualche giorno nella villa dell’imprenditore a Ibiza. Qui dice di essere stata testimone di uno stupro. Aveva visto una ragazza uscire dalla camera di Genovese in gravi condizioni confermando che anche in questo caso la giovane era stata drogata: «Mi sono spaventata. Stava sulle gambe a fatica». Cosa era accaduto «me l’ha raccontato lei il giorno dopo», «abbiamo pianto» e ci siamo sfogate a vicenda», ha riferito.

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