No! Al Buzzi di Milano non sperimentano il vaccino anti Covid19 sui bambini con handicap senza il consenso informato

Un servizio di Byoblu ne parla senza fornire alcuna prova. E senza sapere che la sperimentazione non è stata autorizzata

Il 21 aprile 2021 viene pubblicato un articolo di Byoblu dal titolo «Sperimentano il vaccino sui bambini con handicap senza consenso informato» con riferimenti al vaccino anti Covid19 della Johnson & Johnson e all’ospedale pediatrico Buzzi di Milano. A trattare l’argomento è la giornalista Tiziana Alterio, la quale avrebbe ricevuto l’informazione dalla madre di un bambino con disabilità. Il servizio, così come le “prove” portate dalla giornalista, non corrispondono ai fatti.

Il post Facebook della giornalista: «Ecco come stanno sperimentando il vaccino sui bambini»

Nel servizio vengono trasmesse la telefonata con la mamma e quella con una struttura sanitaria di Lodi, non il Buzzi di Milano che Open Fact-checking ha contattato telefonicamente per ottenere una risposta in merito al contenuto del servizio di Byoblu. Si tratta di un caso di disinformazione, già per il fatto che in entrambe le telefonate non si ravvisa alcun riferimento chiaro a una sperimentazione del vaccino anti Covid19 nei bambini con handicap.

Per chi ha fretta

  • Le “prove” portate nel servizio di Byoblu sono due telefonate relative al centro di neuropsichiatria di Lodi, ma non dimostrano alcun tentativo di reclutare minorenni con handicap per una sperimentazione al Buzzi di Milano.
  • Contattati l’ospedale pediatrico e il Direttore responsabile Gian Vincenzo Zuccotti, scopriamo che non è in corso alcuna sperimentazione non essendo stata ancora autorizzata.
  • Le persone con disabilità grave, così come altre categorie previste dal piano vaccinale, vengono considerate persone a rischio e dunque vaccinabili salvo per questioni di età.
  • Nessun minore sotto i 16 anni, con handicap o meno, può essere vaccinato, proprio a causa della mancanza di un vaccino adatto per quella fascia di età.
  • Non è un segreto che i familiari e i caregiver delle persone con disabilità grave abbiano la possibilità di vaccinarsi contro la Covid19.
  • La madre del bambino contattata da Lodi potrebbe aver compreso male la telefonata dell’operatrice, così come quest’ultima potrebbe aver fornito informazioni non chiare in merito alla via preferenziale della famiglia del minore portatore di handicap.

Analisi

Secondo Byoblu, l’ospedale Buzzi di Milano avrebbe iniziato a febbraio 2021 la «sperimentazione del vaccino anti Covid sui bambini e ragazzi under 18», facendo ben notare che si tratta di una categoria di età al momento «esclusa dalla vaccinazione». Intervistando la giornalista Tiziana Alterio, riportano quanto segue:

Su Byoblu24 interviene la giornalista Tiziana Alterio che, attraverso una sua fonte, rivela che tale sperimentazione sarebbe in atto anche sui bambini con disabilità, senza la presentazione da parte della struttura ospedaliera, di un consenso informato.

La conduttrice Virginia Camerieri, giornalista e direttrice responsabile di Byoblu, introduce il programma ricordando il citato annuncio della sperimentazione del vaccino Johnson & Johnson presso l’ospedale Buzzi di Milano, ma non solo: riporta che Byoblu aveva seguito anche la manifestazione di alcuni genitori che contestarono di fronte al centro ospedaliero la stessa sperimentazione. L’introduzione porta poi alla presentazione della collega Tiziana Alterio, promuovendo prima il suo libro sui vaccini per poi parlare di una telefonata ricevuta da una mamma di un bambino con disabilità:

Virginia Camerieri: «Tu sei stata contattata da poco, era il periodo di Pasqua se non sbaglio, da una mamma di un bambino portatore di handicap e hai scoperto…ti ha raccontato una cosa veramente inquietante».

Tiziana Alterio: «Si. Questa mamma, di cui non svelo il nome per tutelare la sua privacy, ha ricevuto una telefonata proprio durante i giorni di Pasqua quindi… ecco… l’urgenza e la velocità con cui si stanno muovendo è incredibile. Ho ricevuto questa chiamata in cui si chiedeva alla famiglia di portare il proprio figlio, che è portatore di handicap, un bambino autistico, a fare il vaccino anti Covid senza però, assolutamente, né dire che si tratta di una sperimentazione né di, diciamo, illustrando quali potessero essere i vantaggi o i rischi di questa sperimentazione, è come se fosse un consenso informato dato telefonicamente. Il ché è assurdo perché non è questa la procedura quando si parla di sperimentazioni perché, ripetiamo, si parla di sperimentazione».

Ecco la trascrizione della telefonata tra la madre e la giornalista Alterio:

Mamma: «Più o meno settimana scorsa ricevo una chiamata, appunto, dal perimetro di Lodi dove questa signorina mi dice “Buongiorno! Lei è la mamma” e mi dice nome e cognome del mio bambino e gli dico “Si”. Mi dice, mi specifica “Suo figlio ha la 104? Corretto?”, io gli ho detto “Si, perché?”. Mi dice “Stiamo sperim…”… no, sperimentando non me lo ha detto, mi scusi. “Stiamo chiamando le persone perché avete l’agevolazione, insomma, di poter procedere con il vaccino anti Covid per suo figlio, visto che ha la 104 avrebbe la priorità di poterglielo far fare”. Io li per lì sono rimasta un po’ senza parole, gli ho detto che ci avrei pensato e nulla, è finita li la chiaccherata. Ho provato poi a contattare tramite email chiedendo informazioni aggiuntive su questa procedura, per capire che cosa c’è in questo vaccino, che cosa… insomma… dovevano iniettare a mio figlio, ma ovviamente son dieci giorni circa che sono passati e non ho ricevuto risposta»

Tiziana Alterio: «Beh, è come già un consenso da quella telefonata. Cioè, lei viene sì o no a fare il vaccino anti Covid. È così?»

Mamma: «Assolutissimamente! Assolutissimamente sì! Senza neanche darmi informazioni di questo vaccino»

Una testimonianza di questo tipo non dimostra affatto che ci sia un tentativo, da parte delle autorità sanitarie, di sperimentare un vaccino su un bambino portatore di handicap, ma su questo punto ci arriveremo tra poco perché la giornalista Tiziana Alterio è andata oltre:

Ho chiamato il centro di neuropsichiatria di Lodi, lo stesso centro che aveva chiamato la mamma, per accertarmi che fosse questa la procedura che utilizzano, che non fosse un caso singolo la mamma di questo bambino, ma che in qualche modo stessero “privilegiando”, perché così fanno passare la notizia, “privilegiando” i bambini portatori di handicap. Quindi ho scoperto che in realtà è una procedura, è una prassi.

Ecco la telefonata con l’operatrice di Lodi dove Tiziana Alterio si è presentata come una mamma di un bambino con la 104:

Tiziana Alterio: «Io sono la mamma di un bambino con la 104 e poiché una mia amica mi ha detto che voi avete iniziato già a fare i vaccini anti Covid…»

Operatrice: «In base al territorio, quindi all’UONPI di territorio, noi abbiamo dato come UONPI di Lodi i nominativi di tutti i pazienti, soprattutto quelli che hanno 104 comma 3, quelli sostanzialmente più gravi. So che vi stanno iniziando a chiamare, tempistiche non ne conosco perché poi noi abbiamo dato i nominativi e il territorio, comunque l’ATS, vi sta chiamando [organizzando] le loro vaccinazioni»

In questa telefonata non c’è stato alcun accenno alla sperimentazione, cosa che non dimostra affatto che ci sia in corso un sistema per ottenere bambini portatori di handicap e familiari disposti a sottoporli al vaccino anti Covid19 della Johnson & Johnson al Buzzi di Milano.

Sebbene Byoblu faccia un collegamento diretto con l’ospedale pediatrico milanese, ci si aspettava almeno una telefonata al Buzzi. Open Fact-checking ha contattato telefonicamente sia l’ufficio stampa dell’ospedale pediatrico che il Prof. Gian Vincenzo Zuccotti, riportando loro l’articolo di Byoblu e l’intervento della giornalista Tiziana Alterio al fine di ottenere una risposta in merito, scoprendo che la sperimentazione non è mai iniziata siccome non è stata ancora autorizzata. Infine, tale procedura non ha alcun fondamento e sarebbe del tutto deleterio alla buona riuscita di qualunque sperimentazione scientifica.

Come mai hanno chiamato la madre?

Un punto da chiarire è come mai vengono contattate le famiglie dei bambini portatori di handicap per le vaccinazioni anti Covid. La madre potrebbe aver compreso male la telefonata dell’operatrice, o quest’ultima non è stata capace di spiegare in maniera adeguata la situazione, ma c’è una spiegazione molto chiara e bastava fare una semplice ricerca con un qualsiasi motore di ricerca. Nel sito del Ministro per le disabilità troviamo le domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità e, alla voce vaccinazioni, leggiamo:

Le ultime raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 elaborate dal Ministero della Salute includono fra le persone in CATEGORIA 1 (Elevata fragilità): le persone con sindrome di Down e le persone con Disabilità grave (ai sensi della legge 104/1992 art. 3, comma 3). In quest’ultimo caso, è prevista anche la vaccinazione dei familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto.

Quali vaccini verranno somministrati? Nelle FAQ si riporta chiaramente che «il tipo di vaccino somministrato viene valutato e stabilito dall’autorità sanitaria competente in base all’età, alle patologie e allo stato clinico». Sappiamo benissimo che per i minorenni sotto i 16 anni non sono previste le somministrazioni, in mancanza di un vaccino indicato per quella fascia di età. Lo stesso vale per la Regione Lombardia che, alla voce «Caregiver e assistenti famigliari» della scheda informativa sul piano vaccinale per i soggetti fragili o con disabilità grave, riporta le seguenti informazioni:

Dal 16 aprile 2021 è consentito ai soggetti fragili già vaccinati o non vaccinabili per età, di accedere al portale per effettuare la prenotazione dei propri caregiver/familiari conviventi. Sarà necessario inserire nella piattaforma il Codice Fiscale e il numero di Tessera Sanitaria della persona disabile o estremamente vulnerabile e, successivamente, gli altri dati richiesti.

I centri specialistici devono offrire la vaccinazione ai familiari conviventi delle persone estremamente vulnerabili (per le aree di patologie in cui è prevista tale opportunità) e ai familiari conviventi dei soggetti di età inferiore a 16 anni per tutte le aree di patologia della tabella 1 delle Raccomandazioni ministeriali.

Le famiglie che sono state contattate, come la madre del bambino, vengono avvisate di questa priorità data a chi convive e opera con persone disabili, che siano queste in età o meno da vaccino anti Covid19. Ricordiamo che a maggio 2021 il portale lombardo permetteva per errore la prenotazione del vaccino ai minori di 16 anni. Riscontrato il problema, le famiglie vennero contattate per l’annullamento dell’appuntamento.

Conclusioni

Nel servizio di Byoblu viene fatta un’associazione tra due telefonate e un’assente, di fatto, sperimentazione presso l’ospedale pediatrico Buzzi di Milano. Vengono portate come prova due telefonate che non dimostrano affatto un reclutamento di bambini portatori di handicap. Questi, di fatto, se minori di 16 anni non possono ottenere alcun vaccino, mentre in ogni caso i familiari possono ottenerlo in quanto conviventi come previsto dal piano vaccinale che è liberamente consultabile online a livello nazionale e regionale.

Leggi anche: