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Per i due Marò il caso è chiuso, la Corte Suprema indiana archivia i processi dopo 9 anni. Alle famiglie delle vittime 1,1 milioni di euro

La Corte aveva dato la sua disponibilità ad archiviare il caso dopo il versamento del risarcimento 1,1 milioni di euro alle famiglie dei pescatori uccisi

È finita definitivamente la vicenda giudiziaria in India dei due Marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Secondo il giornale The Hindu, la Corte suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti a carico dei due militari italiani partiti nell’ormai lontano 2012. All’epoca i due fucilieri italiani, in servizio sulla petroliere Enrica Lexie, erano stati arrestati dalla polizia indiana perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani a largo della costa del Kerala. Ne seguì un’intricata e spesso confusa odissea giudiziaria per i due militari al centro di una controversia internazionale risoltasi a luglio 2020, quando l’arbitrato internazionale aveva stabilito sulla competenza dell’Italia a processare i due fucilieri.


Lo scorso aprile era emersa la disponibilità della Corte suprema indiana di archiviare il procedimento a carico di Girone e Latorre, dopo il versamento di un indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) da parte dell’Italia come risarcimento per le famiglie dei due pescatori uccisi e per l’armatore del peschereccio su cui erano a bordo le vittime. Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che «l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro», aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. La Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito.


Immagine di copertina: ANSA/TELENEWS

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