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La stima dell’Ordine dei medici: «Il 10-20% della popolazione non si vaccinerà perché non si fida: gli anziani vanno convinti»

«L’alternativa al Green pass? Le misure restrittive e zone rosse», aggiunge il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli

Secondo le stime della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo): «il 10-20% della popolazione non si vaccinerà» contro il Coronavirus. Tra questi, a detta del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, anzitutto i giovani. Questi, tuttavia, «hanno avuto meno tempo per potersi vaccinare e metabolizzare l’importanza» della vaccinoprofilassi. A destare maggiore preoccupazione è invece la popolazione con età superiore ai 60 anni, più predisposta a sviluppare sintomatologia grave in caso di contagio e, dunque, a far innalzare il numero delle ospedalizzazioni e dei decessi. Per cercare di colmare questo vuoto, a detta di Anelli, è necessario far leva sul rapporto di fiducia tra paziente e medico di base.


Anelli: «Per gli over 60 servono i medici di base perché si fidino»

«La popolazione over60 non ancora vaccinata magari ha avuto problemi di vario tipo e devono combattere con la burocrazia», osserva il presidente dell’Ordine dei Medici. Per cercare di sbloccare questi nodi burocratici che rendono difficile la prenotazione e la vaccinazione dei più anziani e più fragili, a detta di Anelli, attraverso un programma di intervento coordinato con le Asl, che fornirebbero l’elenco dei pazienti over60 non ancora vaccinati, i medici di base potrebbero «contattare direttamente i non vaccinati e convincerli puntando sul rapporto di fiducia». Ma il presidente di Fnomceo spiega che però esiste anche un’ulteriore fascia di popolazione restia alla vaccinazione contro il Covid. Per convincere e spronare i più scettici a vaccinarsi, a detta di Anelli «bisogna agire con vari mezzi, con esempi e con programmi di comunicazione anche con testimonial».


Anelli: «L’alternativa al Green pass? Le misure restrittive e zone rosse»

E il Green pass? Secondo il presidente di Fnomceo si tratta di un «valido strumento per evitare le chiusure». La Certificazione verde, infatti, «diventa uno strumento fondamentale per riprendere le attività sociali, anche per i giovani», invitandoli dunque anche a vaccinarsi, oltre a permettere di riprendere in sicurezza attività scolastiche, lavorative e sociali. Ma quali alternative potrebbero essere messe in atto al posto del Green pass? A detta di Anelli sarebbero solo due: «il ripristino delle misure restrittive e le zone rosse».

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