Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Il sito della Cgil sotto attacco hacker: «Tutto è iniziato da sabato: è la prova che l’assalto fosse preparato»

Il sito del sindacato è irraggiungibile da ore. Gli assalti informativi sarebbero partiti già da sabato, in contemporanea con la devastazione della sede nazionale a Roma durante la manifestazione No Green pass

Gli attacchi alla Cgil arrivano anche via internet, dopo l’assalto di sabato 9 settembre alla sede nazionale di Roma. Per ore questa mattina, il sito del sindacato è risultato irraggiungibile. All’inizio i responsabili della Cgil avevano ipotizzato un grande traffico legato alle vicende della manifestazione contro il Green pass, nella quale è stata letteralmente devastata la sede del sindacato da gruppi guidati dai vertici di Forza nuova e attivisti del movimento IoApro. Con il passare delle ore, è invece maturata la convinzione da parte del sindacato di un attacco informatico in corso di tipo DDoS, che convoglia su un sito un enorme flusso di traffico fino a farlo crollare. Dallo scorso sabato, infatti, dalla Cgil dicono che erano in corso diversi tentativi di attacco, con assalti anche da 130mila tentativi di connessione contemporanea e provenienti da più Paesi. Attacchi che per il momento non sarebbero stati rivendicati: «Sono senza volto – hanno detto dalla Cgil all’agenzia Ansa – ma in questo caso la firma in calce è così evidente che chiunque potrà intuirne la matrice».


«Organizzazione ad ampio raggio»

Gli attacchi informatici sarebbero la dimostrazione che l’assalto avvenuto sabato scorso fosse ampiamente premeditato, secondo quanto scrivono dal sindacato sul sito collettiva.it, il sito legato alla Cgil dove vengono abitualmente pubblicate dirette e informazioni: «I tentativi (parzialmente respinti) di incursione informativo sono partiti contemporaneamente all’azione contro la sede di Corso Italia e testimonia un’organizzazione ad ampio raggio, tesa a colpire anche l’infrastruttura tecnologica della confederazione nel tentativo di bloccarne le fonti autonome di comunicazione». Gli attacchi arriverebbero prevalentemente da Cina, Germania e Stati Uniti, almeno formalmente: «Stiamo raccogliendo i dati tecnici in un report che consegneremo alla Polizia postale per la denuncia di criminale informativo e alla Digos per le valutazioni sulla strategia di pianificazione delle violenze squadriste di sabato».


Leggi anche: