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Il baratro del Coronavirus in Romania tra vescovi No vax, ospedali a fuoco e cimiteri esauriti

11 Novembre 2021 - 09:32 Redazione
epa09563772 A Romanian women, as seen trough the door window, got up and sat on the edge of her bed while being connected to an oxygen supply, at the intensive care unit saloon of Bucharest Emergency University Hospital, in Bucharest, Romania, 04 November 2021. Romania registered today 489 coronavirus related deaths, 1,902 patients being hospitalized in intensive care units, in the entire country. Romanian health authorities are struggling to cope with the outbreak of the fourth wave, as only 37percent of the adult population has been immunized trough vaccination. Bucharest University Hospital must take care of all non-covid patients from almost one third of the country, the medical staff being overwhelmed.  EPA/ROBERT GHEMENT
Il sistema è al collasso. I malati gravi vengono trasferiti in altri paesi europei. E la Chiesa ortodossa fa propaganda contro i vaccini
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La Romania sprofonda nel baratro del Coronavirus. È uno dei paesi con i più alti tassi al mondo di mortalità per Covid-19 e tra i più bassi, invece, dal punto di vista della campagna vaccinale. E ora ci si mettono anche i disastri. Due pazienti sono morti e un’infermiera è rimasta ferita in un incendio scoppiato in un ospedale per Covid a Ploiesti, città di più di 200 mila abitanti, capoluogo del distretto di Prahova nella regione storica della Muntenia. Le fiamme sono state domate velocemente e una quindicina di pazienti sono stati messi in un’altra ala dell’ospedale della città.

Il disastro di Bucarest

La situazione epidemiologica in Romania è da incubo. Lo racconta anche un reportage oggi su Repubblica. Sono quasi 18 mila i pazienti Covid ricoverati in questo momento in tutto il paese. Tra loro ci sono anche 300 bambini. Quasi 2 mila persone – 1.823 – sono ricoverati in terapia intensiva. E il sistema ospedaliero è al collasso. «È la roulette russa della vita, non siamo in grado di garantire la sopravvivenza a chi riesce a trovare posto in ospedale», racconta a Repubblica Dorel Sandesc, luminare della terapia intensiva. Si lavora 24 ore al giorno, «in una situazione catastrofica. Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili ma è peggio che la Lombardia all’inizio della pandemia». Da più parti si invoca l’utilizzo di strumenti usati in altri paesi come il Green pass.

No vax e sfiducia

La campagna vaccinale è un fallimento, tra sfiducia nelle istituzioni e velleità No vax: è vaccinato solo il 33% della popolazione. Il governo punta ora al 90% entro la fine del 2023. Caschi, ventilatori, farmaci – che la gente si porta da casa – sono arrivati in arrivo da altri paesi europei. L’Italia ha inviato anticorpi monoclonali, ma negli ospedali manca l’ossigeno. E i malati più gravi cominciano a essere trasferiti d’urgenza, con aerei militari, in Germania, Ungheria, Italia dove ieri sono arrivati i primi quattro malati gravi. A Giurgiu, 60 chilometri a sud di Bucarest e 60mila abitanti, il vescovo Ambrogio è finito sotto inchiesta per diffusione di notizie false e pericolose durante il sermone della domenica: «Non abbiate fretta di vaccinarvi, fate vaccinare prima loro, prima tutti i parlamentari e tutti i senatori, e i deputati. Questi 120 milioni di vaccini comprati da Citu (il premier) sono scaduti e stanno cercando di venderli all’estero», dice il vescovo.

La Chiesa ortodossa è No vax

Anche se il patriarca l’anno scorso è stato ricoverato per tre settimane proprio per Covid, la Chiesa ortodossa si dà alla predicazione No Vax. «Chi si vaccina finisce all’inferno, si prende il cancro al 100% per punizione e muore», racconta un’anziana donna fuori dalla Cattedrale della Dormizione a Repubblica. «Non possiamo intrometterci nel volere di Dio. E poi il Covid si cura come un’influenza». A Slobozia, a est di Bucarest, al cimitero non c’è più posto. Mancano anche le bare. E si scavano buche. «Qui al massimo moriva una persona al giorno, adesso arriviamo anche a dieci e di questi sei o sette muoiono in casa perché non si fa a tempo a soccorrerli. E non c’è dove seppellirli, così ho dovuto chiamare l’escavatore», dice il sindaco Dragos Soare.

In copertina EPA/ROBERT GHEMENT | Il Bucharest Emergency University Hospital, Romania, 4 novembre 2021.

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