Elon Musk vende le azioni Tesla e le ricompra ad un prezzo inferiore: beffati gli utenti Twitter?

Dopo la decisione dell’imprenditore ripartono le quotazioni in borsa di Tesla: +1%

Dopo il sondaggio lanciato lo scorso fine settimana su Twitter, Elon Musk ha venduto oltre 930 azioni di Tesla per un valore di 1,1 miliardi. Il milionario aveva chiesto ai suoi utenti se vendere il 10% delle azioni dell’azienda per “bilanciare” le tasse non pagate per anni: il 58% ( di 3,5 milioni di persone) aveva risposto di si. Quel giorno l’imprenditore visionario aveva assicurato che avrebbe rispettato l’esito a prescindere dal tipo di risultato ottenuto, e così è stato. In realtà, già il giorno prima del sondaggio, il fratello Kimbal, membro del consiglio di amministrazione di Tesla, aveva già venduto 109 milioni di dollari in azioni Tesla (il 15% della sua quota azionaria) a un prezzo medio di 1229,91 dollari per azione tramite JP Morgan. Dopo la cessione, il fondatore di Tesla ha esercitato 2,15 milioni di stock option, che gli hanno consentito di comprare lo stesso numero di azioni a 6,24 dollari l’una: meno dell’1% del loro valore attuale. A Wall Street l’operazione non è dispiaciuta affatto: dopo settimane difficili il titolo Tesla ha guadagnato l’1% in Borsa.


La tassa sulle plusvalenze

Le scelte dell’azienda statunitense specializzata nella produzione di auto elettriche nasce dalla proposta di tassazione delle plusvalenze (in inglese unrealized gains) fatta al Senato degli Stati Uniti dal senatore democratico Ron Wyden, presidente della commissione Finanze. Lo scopo dell’iniziativa è mettere nel mirino proprio le persone come Musk, la cui ricchezza è rappresentata principalmente da azioni che non sono tassabili fino a quando non vengono vendute generando ricavi. Lo stesso Musk, in un tweet successivo al sondaggio, aveva specificato di non percepire alcun salario da Tesla e che l’unico modo per lui di pagare le tasse sia quello di vendere una percentuale di azioni in suo possesso. Lo stesso Ron Wyden su Twitter è stato molto critico dopo il sondaggio lanciato dal fondatore di Tesla: «Il fatto che l’uomo più ricco del mondo paghi o meno le tasse non dovrebbe dipendere dai risultati di un sondaggio su Twitter. È il momento dell’imposta sul reddito dei miliardari». Musk ha risposto a questa affermazione con un tweet volgare sull’immagine del profilo di Wyden, che è stata poi ritwittata più di 9500 volte. Soltanto qualche mese fa il patron di Tesla aveva spostato la sua residenza dalla California al Texas, dove risulta esserci un regime fiscale più favorevole per quanto riguarda i proventi da partecipazioni societarie più favorevoli.

Immagine di copertina: Ansa

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