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Eric Zemmour si candida alla presidenza della Repubblica: «È il momento di salvare la Francia» – Il video

Il polemista di estrema destra ha annunciato che correrà per l’Eliseo in una diretta sul suo canale YouTube in cui si mostravano immagini di folle multirazziali, di incidenti durante manifestazioni, di aggressioni davanti a scuole

Eric Zemmour si candida a presidente della Francia. Il polemista di estrema destra ha annunciato che correrà per l’Eliseo in una diretta sul suo canale YouTube in cui si mostravano immagini di folle multirazziali, di incidenti durante manifestazioni, di aggressioni davanti a scuole. Poi sfilavano i volti di Charles de Gaulle, Giovanna d’Arco, Luigi XIV, Georges Brassens, Charles Aznavour, Johnny Hallyday, Brigitte Bardot. «Perché i nostri figli non conoscano la barbarie, le nostre figlie non siano velate, perché i francesi si sentano di nuovo a casa loro, ho deciso di candidarmi alla presidenza della Repubblica», ha annunciato solennemente Zemmour. Che ha poi evocato la Francia di Giovanna d’Arco e di Napoleone, «quella che non riconosciamo più: per questo ho deciso come voi di prendere in mano il nostro destino». Per Zemmour «non è più il momento di riformare la Francia ma di salvarla. Credevo che un politico si sarebbe impadronito della fiamma che gli avrei trasmesso. Mi dicevo, ‘ad ognuno il suo mestiere’, ma mi sono ricreduto, era un’illusione. Come voi, non ho più fiducia ed ho deciso di prendere in mano il nostro destino. Ho capito che nessun politico avrà il coraggio di salvare il paese dal tragico destino che lo aspetta».


Il candidato ha accusato «tutti i governi di destra e di sinistra» di non aver fatto nulla: «Voi non avete traslocato, eppure avete la sensazione di non essere più a casa vostra, siete esiliati pur dall’interno. A lungo avete creduto di essere i soli a vederlo, a sentirlo, a pensarlo…a lungo non avete osato dire quello che vedevate e non avete osato vedere quello che vedevate. Non riconoscete più il vostro paese, quel paese che cercate ovunque e che sta scomparendo. Non avete lasciato il vostro paese ma è come se il vostro paese vi avesse lasciato».


Chi è Eric Zemmour

«Un po’ Donald Trump, un po’ Enrico Michetti e un po’ anche Beppe Grillo, a dare retta a François Hollande», ha scritto Affaritaliani. In sintesi: un tribuno del popolo. Giornalista, conduttore televisivo e, soprattutto, polemista, Zemmour è nato nel 1958 a Montreuil, vicino a Parigi, da una famiglia di ebrei algerini fuggiti dalla colonia durante la guerra d’indipendenza. Si è laureato all’Institut d’études politiques de Paris e poi ha intrapreso la carriera di giornalista politico, scrivendo su Le Quotidien de Paris e su Le Figaro, la principale testata dell’universo conservatore francese. Si è sempre contraddistinto per una visione politica nazionalista e sovranista, fortemente orientata a destra, pur non risparmiandosi nelle critiche verso gli esponenti politici conservatori. Bersaglio frequente delle sue critiche è stato l’ex presidente, Jacques Chirac, a cui Zemmour ha dedicato la biografia «L’uomo che non si amava», uscita nel 2002. Nel 2014 è uscito il suo scritto più controverso Le suicide française, un vero e proprio manifesto del pensiero di Zemmour. Qui, il giornalista afferma che le politiche di accoglienza, l’apertura ai migranti e l’integrazione europea, hanno finito per sacrificare il politicamente corretto e i valori tradizionali francesi. Come se non bastasse, si è fatto più volte promotore della teoria della «Grande sostituzione», che immagina un complotto volto a sostituire gli europei bianchi con gli immigrati africani nei prossimi decenni.

Foto copertina da: Internazionale

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