Lotito al Senato, la partita si riapre: la Giunta torna sul dossier del presidente della Lazio

L’Aula, lo scorso 2 dicembre, aveva respinto la decisione dell’organo competente in materia di elezioni e immunità parlamentari

Sembrava una partita chiusa. Invece, la Giunta delle elezioni e le immunità ha rilanciato ancora una volta la palla nell’Aula di Palazzo Madama. Oggetto della melina, lo scranno da senatore conteso da Claudio Lotito. Al momento, il seggio campano è occupato da Vincenzo Carbone, ex di Forza Italia passato in Italia viva. Oggi, 16 dicembre, la Giunta ha approvato la relazione del forzista Adriano Paroli che chiede l’ingresso a Palazzo Madama per il patron della Lazio. Undici i voti a favore – quelli del centrodestra e delle autonomie -, nove i contrari, arrivati da Pd, M5s, Iv e Misto. Se l’organo parlamentare ha, ancora una volta, accolto il ricorso di Lotito, riconoscendogli il diritto allo scranno affidato a Carbone per un presunto errore di calcolo, l’Aula aveva già espresso la sua contrarietà. Lo scorso 2 dicembre, l’ordine del giorno presentato dalla capogruppo del Misto Loredana De Petris – che di fatto sospendeva la richiesta della Giunta – era passato con 155 sì, 102 no e 4 astenuti. Tra i no alla sospensiva ci furono anche quelli di sette senatori del Pd, che votarono insieme al centrodestra. Con l’ultima approvazione della Giunta Lotito torna in corsa per lo scranno. La parola spetterà di nuovo all’Aula: se nessuno dei senatori presenterà un ordine del giorno contrario, Lotito potrebbe essere proclamato senatore a un anno dalla fine della legislatura.


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