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«Era il più buono del mondo, diteci perché non c’è più»: il ricordo degli amici di Lorenzo Parelli

«Si svegliava felice di andare a lavoro. Quando abbiamo saputo ci è crollato il mondo addosso. Qualcuno ci dica come sia potuto succedere»

Un ragazzo «buono come il pane» e che ora «non c’è più». Gli amici di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni morto nell’ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro alla Burimec di Launzacco, in provincia di Udine, parlano di lui e dei sogni condivisi a cui sono state spezzate le ali. Queste le parole pronunciate nel video-ricordo degli amici per Lorenzo pubblicato da La Stampa. Il racconto di chi fosse Lorenzo Parelli comincia da uno dei suoi migliori amici. Uno stereo costruito tutto da solo, il sogno di comprarsi una barca, il respiro che è venuto a mancare alla notizia della sua morte.


«Per me Lorenzo era un caro amico. L’ho conosciuto quand’ero piccolo, aveva la moto come me, facevamo spesso i giri assieme. Naturalmente, appena l’ho saputo, ho sentito come se non riuscissi più a respirare, ma soprattutto dopo ho realizzato che non potevo più salutarlo, non potevo vederlo, non potevamo più seguire i nostri sogni e passare intere giornate assieme. Questo è stato l’unico pensiero e piano piano ho realizzato che non c’è più. Avevamo numerosi sogni assieme, numerosi progetti. So che Lori voleva utilizzare la macchina di suo nonno, mi aveva parlato spesso dell’impianto stereo che la macchina non aveva e lui voleva realizzare per andare in giro con gli amici. Voleva tantissimo acquistare un’imbarcazione, perché aveva preso esempio da me che ne possiedo una».


A parlare di Lorenzo ora è un altro amico. La felicità con cui tutte le mattine si svegliava per andare a lavoro è la cosa più difficile da accettare.

«Lorenzo per me era un grande amico. Anch’io lo conoscevo fin da quando eravamo piccoli, essendo della stessa annata, perché frequentavamo la stessa scuola e ci vedevamo praticamente ogni giorno. Sono veramente dispiaciuto per ciò che è successo. È stato molto difficile da digerire. Era un ragazzo veramente stupendo, se avevi bisogno di aiuto era sempre disponibile, non ti diceva mai di no. Riguardo la sua esperienza durante questo stage, eravamo vicini di casa e parlavamo molto di questo, avendo io frequentato lo stage in un’altra azienda. Mi ha detto che si trovava veramente bene, sia con gli operai sia per quello che gli facevano fare. La mattina diceva che si svegliava veramente felice di andare a svolgere questo lavoro».

Il ragazzo più buono e calmo del mondo. Uno dei cinque giovani lo descrive così non riuscendo ancora a credere che Lorenzo non ci sia più. Rabbia e dolore sono gli unici sentimenti possibili per una morte che qualcuno dovrà spiegare.

«Sono molto dispiaciuto per quello che è successo, Lorenzo per me era un grandissimo amico, abbiamo frequentato assieme elementari, medie e anche le superiori. Era un ragazzo splendido, non ha mai litigato con nessuno, era il ragazzo più buono e più calmo del mondo e il più disponibile. È sempre stato un ragazzo molto disponibile per tutti e ci ha sempre aiutato. Quando sono venuto a conoscenza dell’accaduto, mi è crollato il mondo addosso. All’inizio non ci credevo e tuttora non sono ancora riuscito a realizzare tutto. È un dolore che proviamo tutti, indescrivibile. Lorenzo mi ha sempre parlato bene dell’esperienza che andava a svolgere ogni mattina, non era la prima di questo genere. Poi, era un ragazzo che si dava da fare, con lavori anche estivi. E adesso abbiamo molta rabbia addosso e vorremmo capire bene come è successo il tutto. L’unica cosa da fare è star vicini tra noi amici per cercare di superare questo periodo e portare più affetto possibile alla famiglia».

La passione per le moto e quel Capodanno passato insieme a festeggiare l’arrivo di un nuovo anno. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stato l’ultimo.

«Lorenzo era un mio caro amico, conosciuto dall’infanzia, con lui ho vissuto l’ultimo Capodanno come anche altre feste prima. Lui c’è stato sempre nei momenti più brutti e più belli, con lui ho vissuto tante belle esperienze, peccato che non ci sia più. Mi mancherà per la sua bontà, per com’era. Un sogno che vorrei portare avanti è la moto, perché lui era tanto appassionato di moto e in generale di motori. E quindi, quando sarò su un mezzo a motore, mi verrà sempre in mente Lorenzo. Lorenzo Parelli l’ho conosciuto da quando eravamo piccoli, per me era una persona buona come il pane, una persona con cui ho trascorso bellissimi momenti assieme, uno di questi era l’ultimo dell’anno, che era l’ultima volta in cui ci siamo visti, e oltre a questo abbiamo trascorso altre feste».

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