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Strage di Bucha, la teoria del complotto del manichino rilanciata da Russia24. Era un set cinematografico russo

La bufala che vorrebbe provare come la strage di Bucha sia solo una montatura è stata rilanciata anche da Russia24

Ha cominciato a diventare virale un video in cui si vede un manichino usato per inscenare un uomo insanguinato e ferito. Secondo molti utenti, dovrebbe rappresentare una finta vittima della strage di Bucha, in Ucraina, sfruttata dai media occidentali per simulare i bombardamenti sul Paese che in realtà non sono altro che un grande inganno utile alla «propaganda». La stessa scena è stata diffusa anche dal canale Russia24, alimentando la teoria del complotto. Ma nessuno ha avuto intenzione di utilizzare il corpo di plastica per diffondere fake: se non chi per primo ha fatto circolare questa bufala.

Per chi ha fretta:

  • Sta circolando un video dove si vede un manichino truccato e sistemato per sembrare ferito
  • Secondo una teoria del complotto rilanciata anche dall’emittente statale Russia24, il manichino dovrebbe simulare un ferito a Bucha.
  • In realtà la clip è stata catturata nel corso delle riprese per una serie Tv lo scorso 20 marzo, in Russia: a smentire, un membro dello stesso cast.

Analisi

Gli americani vogliono a tutti i costi creare una guerra mondiale: «IL MASSACRO DI BUCHA COSTRUITO DAGLI UCRAINI». Questo post è solo uno dei tanti: in allegato al testo, vediamo due uomini in tuta mimetica che sistemano un manichino insanguinato. Molti utenti sostengono che la scena catturata rappresenti una prova schiacciante di come gli Ucraini stiano creando una narrazione finta riguardo la guerra, e in particolare riguardo la strage di Bucha che ha inorridito il mondo. «Belli i manichini di #Bucha.. Hanno preso le marionette giganti al teatro per fare i morti che hanno posizionato in strada», recita un altro post su Twitter. La teoria del complotto non è stata diffusa solo in Italia: troviamo post analoghi, e virali, anche in inglese e spagnolo. La descrizione è sempre la stessa: il manichino dimostra come l’Occidente stia inscenando tutto per accusare la Russia di atrocità che, in realtà, non avrebbe mai commesso.

Le fonti dei complottisti sono sostanzialmente due: il canale Telegram @Ukr_G_M, di dichiarata anima filo-russa, apparentemente fondato in Ucraina ma contrario alla «triste malattia che colpisce il nostro governo e parte della nostra gente»; e un profilo TikTok di nome @icefil, tra i primi a condividere la clip, lo scorso 29 marzo, che scrive tra i commenti che i due uomini stanno preparando il manichino per farlo cadere dalla finestra. Neanche a dirlo, sotto al video sono proliferati i commenti in difesa del Cremlino, contro la propaganda dei media Occidentali e Zelensky. Ma non sono stati soltanto utenti qualunque a diffondere la fake: la stessa emittente statale Russia24 ha mostrato le immagini per dimostrare la presunta simulazione dei crimini di guerra in Ucraina.

Abbiamo applicato il nostro timbro allo screenshot del servizio di Russia24.

La smentita degli autori della serie TV

Ma, così come all’emisfero complottista, la bufala è arrivata anche alle orecchie di una delle persone che stava lavorando alla serie Tv da cui il manichino realmente proviene: Nadezhda Kolobaeva. Kolobaeva scrive di venire da San Pietroburgo, ma nella sua foto profilo appare con i colori della bandiera ucraina dipinti su una guancia, a dimostrazione della solidarietà che sfoggia nei confronti del Paese invaso.

In un lungo post in cui si scaglia contro l’emittente russa, Kolobaeva ricostruisce come sono andate realmente le cose: «stavamo girando una caduta dalla finestra a Vsevolozhsk per la nostra serie Tv il 20 marzo, ed ecco la nostra controfigura con un assistente che prepara Albertik per le riprese». Il post si chiude con degli improperi contro chi ha voluto malevolmente travisare il significato delle immagini.

Vsevolozhsk si trova in Russia e non in Ucraina: il palazzo da cui stavano cadendo le controfigure si trova in via Leningradskaya 7.

Una delle prove postate da Kolobaeva, che paragonata alla panoramica di Maps conferma il luogo delle riprese.

Kolobaeva tra i commenti allega diverse prove del luogo in cui erano in corso, il 20 marzo, le riprese per la serie Tv, e dove il manichino che abbiamo visto stava venendo preparato. Proprio quest’ultimo è protagonista di una breve sequenza di immagini che rappresenta la conferma definitiva: lo vediamo infatti precipitare su una macchina nera, e poi cadere tra fiotti di sangue.

Come se non bastasse, tra i commenti al post sopracitato troviamo ulteriori prove: ad esempio vediamo i membri del cast su una pedana per le riprese, e tra di loro figura uno degli uomini che stavano preparando il manichino nel video (in basso a destra nella foto). Lo vediamo anche abbracciare un’altra delle comparse, truccata per avere il volto apparentemente tumefatto da finte ferite.

La prova che smentisce definitivamente la teoria del complotto

Come dicevamo in precedenza, tra i primi a condividere la scena era stato l’utente TikTok @icefil. Ci risulta che sia lui l’autore delle riprese e non solo. In un video precedente mostra la scena del manichino che viene lanciato contro una macchina.

A sinistra l’autore del video, a destra i fotogrammi del lancio del manichino.

L’edificio, come possiamo notare, è sempre lo stesso e si trova in Russia, non in Ucraina.

Conclusioni

Il presunto “smascheramento delle fake ucraine” da parte dei Russi si rivela ancora una volta un boomerang, una fake nella fake: il video di un manichino truccato per sembrare ferito viene dal set di una serie Tv, e non è mai stato utilizzato per simulare la strage di Bucha.

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